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Cronaca, Sport

Dopo il calcio l’Italia sul podio più alto delle piste GP. Monte Carlo fa volare Leclerc

27.05.2024

Ferrari e Ducati portano l’Italia sul gradino più alto nei GP. Leclerc e Bagnaia sfatano i tabù delle piste più ostili e dipingono la domenica degli italiani tutta di rosso. Monaco conferma la sua utilità esclusivamente scenografica per la F1 contemporanea. Curva 5 fa riscattare Bagnaia a Montmelò. Attenzione a Marquez. Cronaca e dettagli.

Due tabù da sfatare, in una domenica a fortissime tinte rosse. E missione compiuta per i portacolori sia della Ferrari sia della Ducati, con Charles Leclerc e Pecco Bagnaia che possono concedersi un sorriso liberatorio e una giornata di festa sulle piste che più di altre avevano in passato accompagnato momenti di grande amarezza per entrambi. E così l’alfiere del Cavallino trionfa a Monaco, sulla pista di casa, dove non era mai andato a podio. Il portacolori della casa di Borgo Panigale, invece, vince e convince a Montmelò: un circuito in cui non era mai andato oltre il quinto posto, con l’ultima delusione arrivata appena 24 ore prima del successo: nella Sprint Race del GP di Catalogna.E invece è festa per tutti in una domenica memorabile. Soprattutto per la Ferrari e per Leclerc, finalmente vincitore di una gara di Formula 1 a quasi due anni da quel Gran Premio d’Austria 2022 a partire dal quale era iniziato un vero e proprio incantesimo per lui: mai più realmente pericoloso per il dominatore Max Verstappen e costretto ad assistere alle vittorie del compagno Carlos Sainz nelle domeniche in cui la Ferrari era riuscita a mettere il naso davanti a tutti. Monaco 2024, però, cancella tutto.
E lo fa in una domenica particolare, che sembra iniziare ricordando le Monte Carlo degli anni ’80 e forse addirittura ’70: nel primo giro, infatti, si toccano Piastri e un coraggioso Sainz, Gasly e uno scriteriato Ocon e soprattutto si verifica un gran botto nelle retrovie tra Perez e le Haas di Magnussen e Hulkenberg. Risultato è una bandiera rossa con ripartenza dalla griglia, in cui lo spagnolo della Ferrari è “graziato” e riammesso al via, come avveniva in un passato da molti rimpianto. Ne conseguono però 75 giri che aiutano a capire quanto l’attuale F1 e l’eterno tracciato di Monaco siano ormai incompatibili l’uno per l’altra.

Su una pista dove già era quasi impossibile azzardare un sorpasso già ai tempi di Michael Schumacher, infatti, oggi corrono vetture lunghe oltre un metro rispetto ad allora. Conseguenza, quasi ineluttabile, è che come si parte così si arriva. E così diventa decisivo il colpo di reni di Leclerc al sabato, in una qualifica che lo aveva visto capace di prendersi una pole position con quasi due decimi di vantaggio su colleghi e rivali divisi invece di millesimi tra loro. Alla domenica basta quindi non fare errori e non concedere nulla a Piastri, secondo dietro di lui e mai realmente a distanza di sicurezza. Ottimo anche il lavoro di Sainz, terzo e in marcatura su Norris anche a fini di strategia: importante rallentarlo quanto basta per impedirgli il vantaggio tale da cambiare le gomme restando davanti a Russell. Nessun altro scossone (gli unici sorpassi in firma portano le firme degli attardati Bottas e Sargeant, Verstappen sesto parte e sesto arriva), ma un’emozione immensa: il beniamino del popolo Ferrari ce l’ha finalmente fatta. E proprio a casa sua. E ora vede Max lontano solo 31 punti, mentre le Rosse sono a -24 da una Red Bull non più imprendibile.

A casa del “nemico” arriva invece l’attesa zampata di Bagnaia, annichilito nel sabato di Montmelò da una caduta che gli aveva negato la vittoria della Sprint Race a metà dell’ultimo giro regalando un nuovo allungo in classifica a Jorge Martin. Alla domenica arriva però il riscatto, esattamente nello stesso punto: la curva 5. Qui Pecco, partito in testa e poi superato dal grande avversario per il titolo di campione della MotoGP al sesto giro, sembra perdere contatto per lunghi tratti di gara. In realtà aspetta solo il momento giusto che si concretizza al giro 19, con un sorpasso in un punto impossibile e stregato del circuito catalano.
Ora la classifica dice che Martin è lontano 39 punti: tanti, ma non troppi. Piuttosto, Bagnaia dovrà vedersela anche con il ritorno di Marc Marquez, al terzo podio di fila (quinto contando anche le sprint) e che lo insegue a -2. Si stacca invece Enea Bastianini, fuori dai punti dopo una gara da dimenticare tra sportellate e penalità.

Credito fotografico: Ferrari

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