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Cronaca, Sport

Ducati regala l’azzurro agli italiani nella domenica della Repubblica

03.06.2024

Mugello tutto azzurro al posto del rosso Borgo Panigale. Bastianini, imbestialito, raggiunge Bagnaia all’ultima curva occupando il secondo posto di Martin, dopo essersi tolto la soddisfazione di superare Marquez in un riscatto mozzafiato all’Arrabbiata 2. Festeggia l’Italia.

Meglio di così era difficile anche solo da immaginare. Una Ducati che per una domenica abbandona il rosso Borgo Panigale, e adotta una colorazione azzurro Italia, fa esultare l’Italia al Mugello regalando a Pecco Bagnaia il weekend perfetto e a Enea Bastianini un grande riscatto dopo un sabato amarissimo. È doppietta tutta tricolore, grazie a una gara sontuosa vissuta sul filo dei decimi di secondo sui rivali spagnoli Jorge Martin e Marc Marquez. Ma risolta da due colpi da fuoriclasse: nei primissimi e negli ultimissimi metri di una giornata da incorniciare.
Partiamo dal vincitore e dominatore del Mugello: Bagnaia. Pecco aveva già dimostrato quanto si sentisse a proprio agio in terra toscana aggiudicandosi la Sprint Race, ma alla domenica doveva fare i conti con un handicap figlio non delle prestazioni, ma della decisione dei giudici di gara: quinto in griglia, penalizzato per una controversa manovra in qualifica, valutata come un ostacolo ad Alex Marquez. Poco male, perché il bicampione del mondo ha così modo di scrivere una storia ancora più bella, già dalla partenza.
Le speranze di contenerlo dei rivali vengono spazzate via già nelle prime due curve: Bagnaia si guadagna l’esterno e alla San Donato si ritrova secondo, a quel punto basta piegarsi a sinistra e infilare all’interno Martin. Sono passati una manciata di secondi e la lotta per la vittoria è già finita: Pecco è primo, e da lì non lo schioderà più nessuno.
Il Gran Premio d’Italia sembra però ancora tutto da scrivere, visto che Martin riesce a mantenere per tutta la gara il suo divario da Bagnaia sotto il secondo. Dietro ci sono Bastianini e Marquez, incollati dal primo all’ultimo metro. O quasi. Il quartetto conserva queste posizioni fino al giro 18, quando è Marquez a rompere gli indugi artigliando la terza piazza. Mancano sei giri, ma il bello deve ancora arrivare.
Quando ormai ne restano solo tre, Martin si mette a due decimi da Bagnaia. Dietro di loro Bastianini fa lo stesso con Marquez. Il sorpasso avviene però solo in questo secondo caso e in uno dei tratti più difficili, spettacolari e iconici del Mugello: l’Arrabbiata 2. «Bestia» torna terzo e, invece di accontentarsi, punta al secondo posto di Martin: lo stesso pilota che sabato, con una carenata piuttosto aggressiva, lo aveva costretto alla caduta. Gli manca appena un giro, l’ultimo, e anche questa missione si compie: stavolta, però, alla Bucine. L’ultimissima curva dell’ultimissimo giro: è apoteosi.
Le rosse Ducati, tinte occasionalmente di azzurro, sono prima e seconda. Bagnaia si riporta in un solo weekend a -18 da un Martin tornato umano (soprattutto nella gestione dell’anteriore). Marquez scala a -35, anche Bastianini non è lontano: -57. E Pecco è il primo pilota a sbancare il Mugello in MotoGP per tre anni di fila dai tempi di Jorge Lorenzo (2011-13), nel primo fine settimana a punteggio pieno dall’Austria di un anno fa, quello della terza vittoria negli ultimi quattro GP. In totale sono 22, una in meno dal record Ducati fissato da Stoner (23). Lo dicevamo: meglio di così, è impossibile.

Credito fotografico: Ducati, Mugello

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