16 Luglio 2024
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Economia, Società, Turismo

I prezzi mettono a rischio le vacanze degli italiani

27.06.2024

Calano i tassi di inflazione, ma a fare i conti gli italiani andranno a pagare di più per andare in vacanza rispetto all’anno scorso. A cominciare dagli alberghi che costeranno il 19,6% in più nella settimana più costosa della stagione: esiste una lista di spese che fa passare la voglia di andare in vacanza al 47% degli italiani . I dettagli.

È tempo di vacanza, ma purtroppo non per tutti. Il motivo? Non c’entra di certo la voglia o il desiderio di staccare la spina, ma la ragione principale è quella economica. Ebbene sì, andare in vacanza sta diventando quasi un beneficio per pochi a causa dei costi che comporta. Saranno circa 3,7 milioni gli italiani a rinunciarne e si tratta certamente di uno stimolo per una riflessione. Nello specifico, i dati relativi all’indagine realizzata da mUp Research e Bilendi per Facile.it, evidenzia che il 47% dei cittadini italiani rinuncerà alle vacanze estive a causa dell’aumento generale dei costi, che hanno influenzato vari aspetti della vita quotidiana, comprese le ferie e i momenti di svago estivi. Quest’anno andare in vacanza costerà il 20% in più rispetto all’anno scorso, nonostante il calo progressivo dei tassi di inflazione.

D’altro canto, le previsioni di Assoturismo Confesercenti indicano che i turisti stranieri saranno circa 105 milioni, registrando così un aumento del 2,5% rispetto alla scorsa estate, mentre i turisti italiani rimarranno stabili a quota 110 milioni. Inoltre, nella settimana più costosa della stagione, quella che va dal 12 fino al 18 agosto, i prezzi degli alberghi nelle località marittime aumenteranno del 19,6%, un incremento significativo, soprattutto se si pensa alle famiglie con bambini. Come se non bastasse, anche i trasporti sono soggetti a rincari: i traghetti registrano un aumento medio del 6,3% rispetto al 2023, con la tratta Napoli-Palermo che raggiunge i 699 euro, con un incremento del 7,2%. Tuttavia, i biglietti aerei intra-continentali mostrano un calo del 3% a giugno e del 2% a luglio, e i voli nazionali e quelli tra Italia ed Europa registrano rispettivamente un aumento del 21% e del 7%.

Ai costi dei trasporti si aggiungono quelli della permanenza: noleggiare ombrelloni, lettini e cabine sta diventando un lusso per molti, con prezzi che variano dai 25 euro in Romagna ai 90 euro in Salento, fino a oltre 120 euro al giorno in Sardegna. Inoltre, i ristoranti hanno visto un aumento dei prezzi del 3,5%. Infine, com’è noto, alcune destinazioni hanno adottato misure per combattere il turismo di massa, imponendo una tassa di 5 euro per l’accesso al centro urbano, come a Venezia e Capri, oltre a tasse di soggiorno più elevate. In conclusione, la situazione attuale evidenzia una crescente e netta disparità nell’accesso alle vacanze estive. I rincari, che colpiscono trasporti, alloggi e servizi, rendono sempre più difficile per molte persone e famiglie italiane godersi un momento di riposo. Lo scenario presentato, non solo limita le possibilità di vacanza per una parte consistente della popolazione, ma solleva anche interrogativi sul futuro del turismo e sulle misure necessarie per renderlo più inclusivo. Risulta così essenziale riflettere su come intervenire per garantire che le vacanze estive non diventino un privilegio riservato a pochi.

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