14 Aprile 2024
Milano, 16°

Scienza e tecnologia, Società

Il portafoglio è digitale, non più analogico

Tutto finisce nello smartphone, chi non lo usa è un po’ âgé. Le applicazioni “wallet” spopolano tra i giovani, sempre più orientati verso la digitalizzazione per effettuare i loro acquisti. Ma anche per portarsi appresso documenti, patente di guida, carte d’imbarco e biglietti di vario genere.

In America c’è un sondaggio per tutto. L’ultimo, tra i ragazzi della Generazione Z, ha sancito che l’80 per cento di loro non usa più il wallet: «Se un negozio non accetta il servizio Tap to Pay, non è degno di avere il mio denaro», questa la risposta tipo. Tradotto: il portafoglio non è più “cool”. Ho così scoperto felicemente di essere anch’io molto alla moda, pur se l’età mi condanna, e anche se non sono sicuro che in Italia i dati sarebbero gli stessi. Non tanto per quanto pensano i giovani d’oggi, ma per come ancora sia difficile inculcare l’idea che usare il contante sia un po’ âgé ad alcune categorie di cittadini (o quantomeno che il pagamento elettronico serva principalmente a far pagare a tutti le tasse).

In realtà, che la tecnologia stia per rottamare il portafoglio non è certo un male. L’ho scoperto, mio malgrado, un giorno in cui mi sono ritrovato senza, dopo un viaggio in metropolitana, a Milano. Tra l’altro, scusate il particolare personale, l’unico giorno che in tasca avevo 200 euro, io che di solito già andavo in giro con pochi spiccioli, essendo un tecnomane convinto. Nessuna Big Tech ha però per ora inventato un dispositivo contro la sfortuna, e così un paio di settimane dopo, quando mi ha chiamato la Questura di una zona dell’altra parte della città annunciando felicemente il ritrovamento della sola patente (di cui aveva già fatto la copia, peraltro), ecco che il pass definitivo è stato compiuto. E sì: si può vivere senza portafoglio. Provateci.

Lo dimostra, appunto, non solo la mia disavventura, ma anche il sentire degli under 25, per cui tutto – soldi, banche, carte di credito e affini – ormai risiede nello smartphone. E il sondaggio di cui sopra dimostra che il fenomeno non è solo una questione tecnologica ma anche di mentalità, per una generazione che non ha mai vissuto l’ansia di dover andare al bancomat a ritirare i soldi. Macchina, anche questa, che sarà certo il prossimo strumento vintage impallinato dai pagamenti elettronici. I più giovani, americani e non, usano dunque sempre più spesso i telefoni per scopi per i quali gli adulti utilizzerebbero il tradizionale accessorio. Cose come portare con sé documenti, come la patente di guida, le carte d’imbarco e i biglietti per gli eventi. Tutto ciò, invece, può essere inserito in applicazioni come Apple e Google wallet, per dire le più famose ma non le uniche.

In Italia, poi, presto lo stesso meccanismo verrà applicato all’app IO, quella della pubblica amministrazione, nella quale si potranno caricare carta di identità, patente e tessera sanitaria, smaterializzando anche quella parte di tessere che oggi sono ancora un ingombro. Tanto che alla fine, oltre al portafoglio, potrebbe sparire anche un’altra categoria, quella dei ladri, che si aggirerebbero inutilmente alla ricerca di qualcosa da sfilare da tasche e borse. Qualcuno dice che a quel punto passerebbero a rubare direttamente lo smartphone, ma per la soluzione del problema gli americani sono sicuramente già pronti. Con un nuovo sondaggio s’intende.

Condividi