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Lazio, Bankitalia: pil 2023 cresce (+0,9%) ma a ritmo più contenuto

14.06.2024

Bene il turismo, il settore dei servizi e le costruzioni, in calo l’industria

Roma, 14 giu. (askanews) – Trainata dal turismo, nel 2023 l’attività economia nel Lazio ha proseguito il trend di crescita, ma ad un ritmo più contenuto rispetto al 2022. Lo scorso anno, secondo gli indicatori della Banca d’Italia, il pil nella regione è aumentato dello 0,9% in termini reali, in linea con il dato nazionale, contro una crescita del 3,7% registrata nel 2022. Il Rapporto ‘L’economia del Lazio’ è stato illustrato oggi dalla direttrice della sede di Roma della Banca d’Italia, Antonella Magliocco, dal capo della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale, Marco Gallo e dal vice capo, Massimiliano Bolis.

Per il 2024 nel Lazio “ci aspettiamo una crescita dell’economia ma – ha spiegato Magliocco – estremamente contenuta, come avviene a livello nazionale”. Nel primo trimestre dell’anno in corso, spiega il rapporto, il quadro congiunturale ha tenuto. Le aspettative delle imprese per l’intero anno appaiono moderatmente positive. Rischi al ribasso per la crescita sono legati alle tensioni geopolitiche. “La realizzazione delle opere del Pnrr nei tempi previsti – sostiene Bankitalia – è un fattore cruciale”.

Nel 2023 la crescita è stata alimentata dal settore dei servizi (+1,4%), con particolare riguardo al comparto del turismo che ha superaro i livelli pre-pandemia con le presenze aumentate del 25,3%. Bene anche le costruzioni con un aumento del valore aggiunto del 3%, che però si confronta con il 7,8% del 2022. In questo caso ha inciso ha rimodulazione del superbonus, mentre i lavori pubblici hanno accelerato grazie al Pnrr.

In calo, invece, l’attività dell’industria in senso stretto. Nel 2023 il valore aggiunto del settore è diminuito dell’1,2%. Hanno inciso l’andamento negativo del comparto energetico e il calo delle esportazioni. La domanda estera è diminuita del 9,7%.

Nel 2023, secondo il rapporto di Bankitalia, il Lazio ha visto l’occupazione aumentare del 2,3%, un tasso di poco superiore alla media nazionale. Ma a crescere sono stati soprattutto i contratti a tempo determinato, anche in considerazione delle esigenze del settore dei servizi e del turismo che nella regione sono trainanti. Bene l’andamento dell’occupazione giovanile che nel Lazio è aumentata del 5%. Nel complesso, il tasso di occupazione è salito dal 61,8% al 63,2% (superiore a quello nazionale del 61,5%) e il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,7% al 7,2%.

L’aumento dell’occupazione ha portato ad una crescita del 4,2% del reddito delle famiglie che però è stato eroso da un’inflazione rimasta sostenuta (5,4%).

I consumi sono tuttavia cresciuti in termini reali dell’1,3% (dopo il balzo del 7,3% nel 2022 per il recupero post pandemia), grazie ai risparmi accumulati durante il periodo del covid e all’aumento del credito al consumo.

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