23 Febbraio 2024
Milano, 7°

Cronaca

L’era streaming sta per concludersi?

Dagli scioperi di Hollywood alla concorrenza spietata tra piattaforme. Sono tanti i fattori che annunciano guai finanziari senza precedenti per il settore. Le proposte al pubblico calano drasticamente, in un solo anno le nuove serie tv sono 200 in meno. Ma non finisce qui.

Ci sono diversi fattori che hanno inciso sul fenomeno, a partire dagli scioperi che hanno di fatto bloccato Hollywood per buona parte dello scorso anno. Sta di fatto che il 2024 si prospetta particolarmente complicato per gli amanti delle serie tv, dopo un lungo periodo di offerte pressoché sterminate. L’immediato futuro, però, non sarà più così.
Vuoi le produzioni che si sono bloccate per l’assenza di attori e sceneggiatori, vuoi i budget che sono stati per forza di cose ridotti, vuoi le contingenze economiche che stanno incidendo su tutto ciò che non è cruciale per la sussistenza degli Stati (anche i più ricchi). Il risultato è che le varie piattaforme streaming hanno già annunciato che nel 2024 le serie tv inedite che saranno presentate al pubblico arriveranno a malapena a 400. Solo nel 2023 erano ben 599, con un calo quindi di ben 200 unità.
Calo che si potrebbe facilmente definire crollo, specie se a questo dato se ne aggiunge un altro non meno allarmante. Amazon, infatti, ha recentemente comunicato la propria decisione di licenziare centinaia di dipendenti che lavoravano nelle divisioni Prime Video e MGM Studios, mentre Netflix (i cui abbonati calano inesorabilmente già dal 2022) dal secondo semestre 2023 ha ridotto le nuove serie del 25%. Ma gli effetti di tutto questo diventeranno ancor più evidenti nei prossimi mesi.
«Il prossimo anno si rivelerà molto noioso per gli amanti delle serie tv», ha evidenziato Bloomberg Businessweek in un’analisi a tutto tondo del fenomeno che si sta un po’ imprevedibilmente verificando. Si legge ancora: «Lo streaming sembrava essere la risposta al calo generalizzato dell’interesse verso tv generalista, canali satellitari e anche cinema. Quest’ultimo, tra l’altro, ancora non si è ripreso dalla crisi iniziata con il Covid, ma in generale tutto il settore continua a perdere soldi. E anche se gli scioperi hanno prodotto grandi vittorie per attori e sceneggiatori, l’industria ha sempre meno posti di lavoro disponibili».

A tutto questo si aggiunge una concorrenza sempre più agguerrita, e a cui si iscrivono sempre più colossi di cinema, tv, informatica (si pensi agli abbonamenti promessi e promossi contemporaneamente da Amazon, Disney, Apple, Warner, Paramount, Sky e chi più ne ha più ne metta). Da qui la guerra alla condivisione delle password che qualcuno ha scatenato, mentre altrove si è obbligati a usufruire dei contenuti per cui si è pagato con la presenza della pubblicità.
Tutti fattori che hanno portato parecchi utenti a staccare la spina, interrompendo uno o più abbonamenti. Le piattaforme, a loro volta, si sono dovute tutelare abbassando le produzioni e perdendo così ulteriore fiducia da parte del pubblico. La cui ingordigia di prodotti televisivi sempre nuovi rischia ora di tramutarsi in una fame insaziabile di fronte a un piatto semivuoto. Con la diffusione a macchia d’olio della fatidica domanda con cui si concludeva lo splendido (e profetico) film The Truman Show: «Che danno adesso? Dov’è la guida tv?», si chiedevano due spettatori di fronte a uno schermo ormai privo di trasmissioni.

Condividi