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Ambiente, Sostenibilità

L’Europa inietta 35,3 miliardi per la decarbonizzazione

07.06.2024

Via libera a un piano che aiuterà l’Italia nella sua impresa verso la decarbonizzazione. Si guarda a produrre oltre 4500 megawatt di nuova energia elettrica da fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi del 2030.

È un piano che mira a decarbonizzare il sistema energetico italiano e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili quello approvato nei giorni scorsi dalla Commissione europea, dando il via libera all’incentivazione della produzione di oltre 4500 megawatt di nuova energia elettrica da fonti rinnovabili. Finanziato con un massimo di 35,3 miliardi di euro provenienti dalle bollette elettriche dei consumatori, il nuovo progetto sosterrà la costruzione di centrali innovative che utilizzano tecnologie come l’energia geotermica, eolica offshore, solare termodinamica, ma anche il moto ondoso e altre forme di energia marina, il biogas e la biomassa.

I tempi di realizzazione di queste nuove centrali sono variabili, dai 31 mesi ai 60 mesi, a seconda della tecnologia impiegata. Complessivamente, la Commissione ha valutato in modo positivo la misura in quanto facilita lo sviluppo della produzione di energia elettrica green, sostenendo parallelamente gli obiettivo del Green Deal europeo e del piano RePowerEU, oltre che essere considerata stimolante per gli investimenti. E, proprio in quest’ottica, sono previste misure di salvaguardia, inclusa una procedura di gara competitiva e un meccanismo chiamato “contratto per differenza” che serve a limitare i profitti se i prezzi dell’energia aumentassero troppo: in questo modo, dunque, anche se i prezzi salissero, i guadagni non potrebbero superare una soglia stabilita in anticipo. «Quando il prezzo di riferimento è inferiore al prezzo di esercizio, i beneficiari avranno diritto a ricevere pagamenti pari alla differenza tra i due prezzi. Quando il prezzo di riferimento è superiore, i beneficiari dovranno invece versare la differenza alle autorità italiane. Il regime garantirà la stabilità dei prezzi a lungo termine» puntualizza l’esecutivo Ue.
Attualmente, in Italia la produzione di energia da fonti rinnovabili ammonta a circa 110 terawatt, pari al 36,8% del fabbisogno energetico nazionale. Un dato, questo, che è in crescita del 10,9% rispetto al 2022 e ben lontano dallo scarso 13% del 2010, e che è stato possibile grazie all’aumento della produzione da idroelettrico (che ad oggi rappresenta il 38,2% delle fonti pulite), eolico (28,4%) e fotovoltaico (14%), ma anche biomassa e rifiuti (5,8%) e il geotermico (3,6%).

Ma la strada è ancora in salita: l’Italia, infatti, dovrebbe raggiungere il 50% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 e la neutralità carbonica entro i 20 anni successivi, ossia entro il 2050. E, da questo punto di vista, l’obiettivo è ancora lontano. Ma questi nuovi finanziamenti vanno proprio nella direzione di un’accelerata dell’energia pulita: sarà la mossa giusta per raggiungere il traguardo delle politiche ambientali nazionali e sovranazionali?

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