27 Febbraio 2024
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Cronaca

Risorsa idrica impressionante nel sottosuolo in Sicilia

05.12.2023

Scoperto un esteso corpo idrico sotterraneo di acque dolci e salmastre conservato in un acquifero profondo tra i 700 e i 2500 metri sotto i Monti Iblei. Le acque, se utilizzate con metodo, potrebbe contribuire a coprire buona parte del fabbisogno idrico crescente nel sud dell’isola e in altre regioni costiere del Mediterraneo.

La carenza di acqua potabile, insieme all’annosa inefficienza delle reti idriche in Sicilia, potrebbe avere trovato una soluzione grazie ai risultati di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Malta, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Università Roma Tre. Lo studio rivela la presenza di risorse idriche sotterranee senza precedenti nella Formazione di Gela, una piattaforma carbonatica Triassica nel sottosuolo della Sicilia meridionale. Si tratta di giacimenti profondi d’acqua potenzialmente potabile che potrebbero contribuire, se utilizzati con metodi di prelievo e distribuzione efficienti, a coprire in buona parte il fabbisogno idrico crescente nella parte sud dell’isola.

Lorenzo Lipparini, ricercatore dell’INGV-Università di Malta, professore dell’Università Roma Tre e primo autore dello studio, evidenzia come «le risorse idriche sotterranee profonde in tutto il mondo rappresentano un’importante fonte potenziale di acqua non convenzionale, che possono supportare le crescenti necessità legate anche alla crescita demografica globale». Lo studio documenta un esteso corpo idrico sotterraneo di acque dolci e salmastre conservato in un acquifero profondo tra i 700 e i 2500 metri di profondità al di sotto dei Monti Iblei, nella Sicilia meridionale. La scoperta di questo vasto accumulo d’acqua è il risultato di un approccio innovativo che combina l’analisi di pozzi petroliferi profondi con avanzate tecniche di modellazione tridimensionale del sottosuolo.

«Abbiamo attribuito la distribuzione di questo accumulo di acque fossili a un meccanismo di ricarica meteorica guidato dall’abbassamento del livello del mare nel Messiniano» spiega Lipparini. «Abbiamo ricostruito che questo abbassamento del livello del mare, avvenuto circa 6 milioni di anni fa, ha raggiunto i 2400 metri sotto l’attuale livello del mare nel bacino del Mediterraneo orientale, creando le condizioni favorevoli all’infiltrazione di acque meteoriche e all’accumulo e conservazione di questa preziosa risorsa idrica nel sottosuolo». Acque addolcite che potrebbero avere utilizzi diversificati, dalla potabilità all’utilizzo per scopi industriali e agricoli, aprendo così nuove prospettive di sviluppo per la Sicilia meridionale e altre regioni costiere del Mediterraneo, legate alla possibilità di intraprendere o potenziare attività produttive e di servizio che necessita di quantità significative di risorse idriche.

Questo approccio innovativo, inserito tra le “action” in occasione della “Water Conference” dell’ONU del marzo 2023, potrebbe, essere esteso ad altre aree dell’Italia e del Mediterraneo caratterizzate dalla carenza idrica e da condizioni geologiche analoghe a quelle presenti nella Sicilia meridionale, tra cui Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, Turchia, Malta e Cipro. Un progetto che, mutuato dalla ricerca petrolifera, diventi lo strumento per recuperare preziose risorse idriche.

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