27 Febbraio 2024
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Sostenibilità

2023 da ricordare, la totale autosufficienza rinnovabile è possibile e costa quasi zero

Ci è riuscito il Portogallo. Tra il 31 ottobre e il 6 novembre la forza della natura atlantica copre l’intero fabbisogno nazionale del Paese sfruttando esclusivamente le fonti energetiche green. Ora si punta ad aumentare il rendimento per tutto l’anno.

Il mondo sta cercando di mettere a punto nuove strategie per migliorare il proprio impatto ambientale e la propria ecosostenibilità. E c’è un Paese che da questo punto di vista ha fatto registrare nel corso dell’autunno un risultato senza precedenti, che potrebbe rappresentare non solo un punto di partenza per tutti gli altri, ma anche un vero e proprio modello da imitare. Si tratta del Portogallo, che per ben sei giorni di fila si è dotato di sola energia prodotta da fonti rinnovabili.
Ad aiutare il Governo lusitano ha certamente contribuito il clima locale, che soprattutto in autunno presenta uno scenario di eventi atmosferici assolutamente particolare e per certi versi unico. Il Portogallo è infatti caratterizzato dai venti impetuosi che soffiano dall’Oceano Atlantico sulle coste, ma anche da fenomeni di forti piogge sulle zone collinari del Paese.

Ciò che ha reso storico il 2023, però, è che questo formidabile “aiuto della natura” è stato canalizzato per fornire di energia l’intera nazione, grazie a un corretto utilizzo delle strutture eoliche, solari e idroelettriche. I dati parlano chiaro: dal 31 ottobre al 6 novembre il Portogallo ha coperto il fabbisogno di tutte le industrie e le famiglie del Paese sfruttando solo ed esclusivamente le fonti verdi di cui dispone. Si parla di 149 ore consecutive di attività, che hanno prodotto ben 1.102 GWh di energia da fonti esclusivamente rinnovabili. Peraltro, tale cifra ha superato di 262 GWh il valore del consumo nazionale, con l’eccedenza che è stata quindi addirittura esportata in Spagna.
A inquadrare lo straordinario risultato è stato Hugo Costa, ossia il direttore di EDP Renewables, ramo dell’ente statale che si occupa delle energie rinnovabili: «Se ci fosse stata la necessità di inviare energia, saremmo stati pronti a riavviare gli impianti a gas. Ma non è servito, grazie alla quantità di vento e pioggia che siamo riusciti ad utilizzare. In più stavamo producendo energia con un impatto estremamente positivo per i consumatori. Basti dire che i prezzi sono scesi in maniera travolgente, arrivando quasi a quota zero».
Il Portogallo aveva già tentato questo tipo di operazione in passato, mai raggiungendo però un’autosufficienza così prolungata: il record, finora, erano infatti le 131 ore di autonomia registrate nel 2019. Ora però l’obiettivo è di andare anche oltre: in ossequio all’Accordo di Parigi, infatti, si punta a trasformare questi sei giorni in 365 l’anno. Rendendo il Paese sferzato dalle piogge dell’Atlantico il primo Stato al mondo il cui intero fabbisogno energetico è costantemente garantito dalle sole fonti rinnovabili.

Un esempio che ora anche altrove si dovrebbe tentare di importare, soprattutto in aree in cui vento e moto ondoso non mancano (Italia inclusa). Senza dimenticare le strategie green che il Portogallo ha già adottato, a partire dalla chiusura definitiva delle ultime centrali a carbone nel 2022: ora in terra lusitana l’unico supporto fossile al mix energetico nazionale arriva dal gas. Che è peraltro interamente importato dall’estero.

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