Nelle fredde acque del Pacifico nord-orientale, al largo della Columbia Britannica, la caccia al salmone può trasformarsi in un’operazione di squadra. Protagoniste di questa alleanza inattesa sono le orche residenti del nord e una specie di delfino del Pacifico, il Lagenorhynchus obliquidens. A documentare per la prima volta una cooperazione strutturata tra questi due grandi mammiferi marini è uno studio pubblicato su Scientific Reports e condotto da un gruppo di ricercatori della Dalhousie University.
La ricerca si basa su osservazioni effettuate nell’estate del 2020 nei pressi dell’isola di Vancouver. Gli scienziati hanno monitorato nove orche attraverso una combinazione di strumenti: tracciamenti dei movimenti, riprese subacquee, registrazioni acustiche e immagini aeree realizzate con droni. Un lavoro minuzioso che ha permesso di ricostruire dinamiche di caccia finora mai descritte in modo così dettagliato.
In almeno 25 occasioni, le orche hanno modificato deliberatamente la propria rotta dopo l’incontro con gruppi di delfini, seguendoli durante le immersioni alla ricerca di prede. Un comportamento che, secondo gli autori dello studio, indica una forma di caccia cooperativa vera e propria: i delfini, grazie a un’ecolocalizzazione particolarmente efficiente, individuerebbero i salmoni, mentre le orche – fisicamente più attrezzate – si occuperebbero della cattura.
Le orche, una volta catturato, tendono a condividere il bottino all’interno del branco e, in alcuni casi, anche in presenza dei delfini. I ricercatori hanno documentato otto episodi di cattura e condivisione del salmone tra orche, quattro dei quali con i delfini nelle immediate vicinanze.
Lo studio apre anche a interpretazioni più ampie. La collaborazione potrebbe offrire vantaggi reciproci: le orche beneficiano delle capacità sensoriali dei delfini, mentre questi ultimi potrebbero trovare nelle orche una forma indiretta di protezione da altri predatori o gruppi concorrenti. Al momento, però, si tratta di ipotesi che richiederanno nuove osservazioni per essere confermate.
Una cosa è certa: l’immagine del grande predatore solitario vacilla ancora una volta. In mare, come sulla terraferma, l’intelligenza conta quanto la forza. E a volte, per mangiare, conviene fare squadra.
