Milano ha archiviato le festività con un dato che vale più di molte dichiarazioni: 55 mila visitatori in 41 giorni per il Polittico di Monte San Martino, esposto nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Un’affluenza costante che ha riportato al centro dell’attenzione un capolavoro del Quattrocento di Carlo e Vittore Crivelli, raramente visibile fuori dalla sua sede originaria, la chiesa di San Martino Vescovo, nel Comune marchigiano da cui l’opera prende il nome.
La scelta di presentare il polittico nuovamente assemblato ha avuto un ruolo decisivo: un’occasione di lettura completa dell’opera, restituita nella sua unità visiva e narrativa. Un’operazione che ha intercettato un pubblico ampio, composto da visitatori abituali dei musei ma anche da cittadini attratti dalla possibilità di vedere a Milano un’opera difficilmente accessibile altrove.
Accanto alla mostra natalizia, la città ha consolidato un secondo asse di offerta culturale, meno centrato sull’evento e più sul territorio. “Natale nei borghi” ha accompagnato oltre 3 mila persone in più di 150 visite guidate gratuite, dal 13 dicembre al 4 gennaio, attraversando 19 siti storico-artistici distribuiti nei nove Municipi. Un programma che ha spostato il baricentro della fruizione culturale dai luoghi simbolo ai quartieri, rendendo visibile un patrimonio diffuso spesso poco conosciuto anche dai residenti.
Il coordinamento tra Comune di Milano, Associazione Antichi Borghi Milanesi e Civita Mostre e Musei ha prodotto un aumento di pubblico di 6 mila visitatori rispetto all’anno precedente. Un risultato che, come ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, conferma “la giusta strada per accrescere un’offerta culturale ricca e diversificata”, fondata sulla collaborazione tra istituzioni e sull’accessibilità come criterio guida.
Messe insieme, le due esperienze restituiscono l’immagine di una città che utilizza l’arte come strumento di partecipazione. I numeri raccontano il successo di una mostra e di un’iniziativa e, insieme, indicano una domanda culturale capace di attraversare il centro e i municipi, i capolavori celebri e i luoghi meno frequentati. Quando il progetto è chiaro, il pubblico risponde.
