15 Gennaio 2026
/ 15.01.2026

Gestione pneumatici fuori uso, Enrico d’Ambrogio: “La sfida ora è il progetto ‘Da Gomma a Gomma’”

Il presidente di EcoTyre illustra i successi della raccolta gratuita e le nuove frontiere tecnologiche: grazie alla devulcanizzazione, gli pneumatici fuori uso non sono più solo un rifiuto da recuperare, ma una materia prima per nuovi prodotti

Uno pneumatico abbandonato in una gravina o sul fondo del mare è una ferita al paesaggio ma soprattutto la prova di un fallimento industriale che l’Italia ha deciso di non tollerare più. Se la battaglia contro le discariche abusive nelle aree più fragili del Paese sta segnando qualche punto a favore della legalità, la rivoluzione oggi avviene anche nei laboratori di ricerca. La sfida è tecnologica: smettere di considerare il pneumatico fuori uso come un rifiuto “ingombrante” per trasformarlo nel protagonista di una nuova produzione di gomma vergine.

Ai microfoni di Eco in città, a margine di Ecomondo, Enrico d’Ambrogio, presidente del consorzio EcoTyre, traccia un bilancio sull’evoluzione del sistema di gestione degli Pneumatici Fuori Uso (Pfu) in Italia. Se da un lato il contrasto all’abbandono nell’ambiente resta una priorità culturale, dall’altro la frontiera della ricerca si sposta sulla chiusura effettiva del cerchio: trasformare il vecchio pneumatico in uno nuovo.

Uno dei punti cardine dell’azione di EcoTyre è la capillarità del servizio. D’Ambrogio sottolinea come il sistema di ritiro gratuito presso i gommisti sia ormai un meccanismo consolidato che toglie ogni alibi all’abbandono illegale. Per rafforzare questo messaggio, il consorzio porta avanti da anni collaborazioni strategiche con Marevivo e Legambiente, concentrandosi sui territori più fragili come le isole minori e le aree protette. “Le isole sono territori deboli, difficili da servire logisticamente”, spiega d’Ambrogio, “ma la cooperazione ci sta premiando: negli anni abbiamo visto ridursi drasticamente i grandi ammassi di pneumatici abbandonati, segno che il sistema di ritiro e la consapevolezza dei cittadini stanno finalmente funzionando”.

Ma la vera sfida per il futuro della green economy risiede nell’innovazione tecnologica applicata alla materia. Il presidente ha presentato a Rimini gli ultimi risultati del progetto “Da Gomma a Gomma“, un’iniziativa che mira a superare il limite fisico della gomma vulcanizzata.

Fino ad oggi, infatti, il recupero degli Pfu si fermava spesso alla produzione di granulato per superfici sportive o asfalti. Il problema, spiega d’Ambrogio con un’efficace metafora alimentare, è che la gomma è “cotta”: “È come cercare di rifare l’impasto della pizza partendo dai bordi già cotti; bisogna riportare il materiale allo stato ‘crudo'”. Attraverso il processo di devulcanizzazione, EcoTyre è riuscita a coordinare una filiera di aziende interamente italiane per ottenere un risultato rivoluzionario: uno pneumatico prodotto con gomma riciclata resa nuovamente lavorabile.

Il messaggio che emerge da Ecomondo è chiaro: la transizione ecologica nel settore degli pneumatici sta passando da una fase di “gestione dell’emergenza” a una di piena maturità industriale. Con il lancio sul mercato di prodotti che contengono gomma proveniente da vecchi pneumatici, il concetto di circolarità smette di essere un’astrazione teorica per diventare un prodotto tangibile, capace di ridurre il prelievo di materie prime vergini e rafforzare l’autonomia della filiera della gomma nazionale.

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