Nel 2025 l’aria di Davos è tornata a riempirsi di jet privati. Secondo un nuovo report di Greenpeace Italia, nell’area del World Economic Forum sono stati registrati 709 voli con aerei privati utilizzati dai partecipanti al summit. Il numero è in crescita: +10% rispetto al 2024 e addirittura più che triplicato rispetto al 2023, nonostante il numero di presenze al forum sia rimasto più o meno lo stesso.
Il dato che fa più rumore, però, è un altro: circa il 70% delle tratte percorse in jet privato da e verso il World Economic Forum potrebbe essere coperto senza problemi in treno. Insomma: voli di lusso inutili, costosi per il clima e perfettamente evitabili.
“È un’ipocrisia bella e buona”, attacca Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. L’organizzazione chiede ai governi – compreso quello italiano – di intervenire per fermare l’inquinamento causato dai voli privati di lusso e di iniziare a tassare i super ricchi per i danni ambientali che producono.
Nel report c’è anche un capitolo che riguarda da vicino l’Italia. Il nostro Paese è il quarto in Europa per numero di voli di jet privati legati al Wef negli ultimi tre anni, con l’8,2% del totale. E anche qui il paradosso è evidente: circa nove tratte su dieci che hanno coinvolto aeroporti italiani avrebbero potuto essere percorse in treno, un mezzo di gran lunga più sostenibile.
Mentre si discute di clima e transizione ecologica, c’è chi continua a viaggiare come se l’emergenza non esistesse. E a pagare il conto, per ora, è sempre la collettività.
