A Roma il verde non è più solo una questione estetica o di decoro urbano. Sempre più chiaramente diventa una leva strutturale delle politiche ambientali, con effetti misurabili anche sulla qualità dell’aria. Lo dimostrano da un lato i dati ARPA Lazio, dall’altro i nuovi interventi di forestazione diffusa che stanno ridisegnando, pezzo dopo pezzo, l’infrastruttura verde della Capitale.
Negli ultimi giorni due nuovi micro-boschi didattici sono stati inaugurati nel Municipio XIV, in via Pieralisi, e nel Municipio III, al parco Talenti, nell’ambito del progetto “Forest For Rome“. Si tratta di dodici moduli complessivi già realizzati in diversi quadranti della città, pensati per recuperare aree inutilizzate e rafforzare la rete ecologica urbana, con una particolare attenzione alle zone più esposte a traffico e inquinamento.
La CO₂ assorbita
“Abbiamo voluto portare queste micro-foreste in tutti i municipi e lo facciamo partendo da aree in cui la qualità dell’aria deve essere migliorata, con livelli di traffico elevati o dove la percentuale di verde fruibile deve crescere”, ha spiegato l’assessora capitolina all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi. “Questi nuovi piccoli boschi interagiscono con la rete verde cittadina e con gli altri interventi di costruzione e ricostruzione del verde di Roma, dai corridoi ecologici alle piantumazioni del Pnrr, creando un’infrastruttura verde che agirà su tutto il tessuto urbano”.
I micro-boschi sono composti da 25 alberi – tra tigli, sofore e celtis – e 16 arbusti, selezionati perché autoctoni e adatti ai diversi microclimi cittadini. Ogni impianto, a regime, potrà assorbire oltre 30 mila chilogrammi di CO₂ all’anno, oltre a contribuire alla mitigazione delle temperature, all’attenuazione del rumore e al miglioramento della qualità dell’aria.
Un tassello che si inserisce in un quadro più ampio, fotografato dal report “Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio” di ARPA Lazio, riferito al periodo 2021-2025. Roma mostra un miglioramento complessivo: per tutto il 2025, anche le centraline storicamente più critiche non hanno registrato superamenti dei limiti di legge per biossido di azoto (NO₂) e polveri sottili PM10.
La strategia di adattamento climatico
“Un risultato strettamente collegato al rinnovamento del parco autoveicoli circolante e ad altri provvedimenti introdotti dall’amministrazione comunale”, ha sottolineato Alfonsi, citando tra le misure la riduzione del periodo e delle fasce orarie di accensione degli impianti di riscaldamento. Ma il dato interessante è che, accanto alle politiche su traffico ed energia, la forestazione urbana viene ormai indicata come uno degli assi portanti della strategia di adattamento climatico della città. Una strategia che punta a consolidare il trend positivo in vista dei nuovi limiti europei sulle emissioni, che dovranno essere recepiti entro l’anno e applicati dal 2030.
In altre parole, a Roma gli alberi stanno diventando infrastrutture. E, dati alla mano, anche alleati nella lotta quotidiana contro lo smog.
