28 Gennaio 2026
/ 28.01.2026

Le meduse rosse invadono le spiagge di Melbourne

Le temperature dell’acqua, più alte della media stagionale, favoriscono la crescita e la sopravvivenza delle meduse. A questo si aggiunge una maggiore disponibilità di nutrienti in mare

Le spiagge di Melbourne, nel sud dell’Australia, si sono trasformate in pochi giorni in uno scenario insolito, quasi surreale. Le acque di Port Phillip Bay si sono saturate di meduse rosse, le cosiddette lion’s mane, spinte verso riva dalle correnti e dai venti stagionali. Il mare, soprattutto nelle zone più riparate della baia, si è riempito di forme gelatinose che galleggiano in superficie e che, in alcuni tratti, rendono impossibile fare il bagno.

Il fenomeno ha colpito diverse località costiere, da Altona fino alla Mornington Peninsula, costringendo le autorità a chiudere temporaneamente alcune spiagge per motivi di sicurezza. Le meduse osservate in questi giorni non sono gigantesche: molte hanno dimensioni simili a quelle di una pesca, ma sono dotate di lunghi tentacoli urticanti che possono provocare punture dolorose anche quando l’animale è già morto e si trova sulla battigia.

Una combinazione di fattori

La specie coinvolta è una medusa autoctona delle acque australiane, presente da sempre nell’area. Non si tratta quindi di un’invasione aliena, ma di un improvviso aumento della popolazione visibile, un evento che si verifica ciclicamente ma che questa volta ha assunto proporzioni particolarmente evidenti. Le meduse, del resto, non sono grandi nuotatrici: seguono le correnti e si lasciano trasportare dal vento. Quando le condizioni sono favorevoli, tendono a concentrarsi in grandi ammassi che finiscono facilmente vicino alla costa.

Alla base di questo “assalto” ci sarebbe una combinazione di fattori ambientali. Le temperature dell’acqua, più alte della media stagionale, favoriscono la crescita e la sopravvivenza delle meduse. A questo si aggiunge una maggiore disponibilità di nutrienti in mare, che alimenta il plancton di cui si nutrono. Infine, le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni hanno fatto il resto, spingendo queste masse gelatinose verso le spiagge più frequentate.

I rischi per i bambini

Dal punto di vista sanitario, la situazione non è considerata grave, ma nemmeno da sottovalutare. Le punture della lion’s mane non sono letali, tuttavia possono essere molto dolorose e provocare irritazioni che durano diversi giorni. I rischi maggiori riguardano bambini, persone sensibili o soggetti allergici. Per questo i bagnini hanno invitato alla massima prudenza, ricordando di non entrare in acqua in presenza di meduse visibili e di non toccarle nemmeno quando sembrano ormai inerti sulla sabbia.

Come spesso accade, il fenomeno ha riacceso il dibattito sul cambiamento climatico. È corretto attribuire queste presenze massicce al riscaldamento globale? Gli esperti invitano alla cautela. Un singolo evento, per quanto spettacolare, non basta a dimostrare una tendenza di lungo periodo. È vero però che mari più caldi e ricchi di nutrienti possono favorire, nel tempo, fioriture sempre più frequenti di meduse. Servono serie storiche lunghe e dati solidi per capire se questi episodi diventeranno la norma o resteranno eccezioni.

Al di là dell’impatto immediato sul turismo e sulla balneazione, le meduse non sono “il male del mare”. Fanno parte degli ecosistemi marini e svolgono un ruolo preciso nella catena alimentare. Il problema non sono loro, ma l’equilibrio complessivo dell’ambiente in cui vivono. E quello, sempre più spesso, mostra segnali di stress.

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