30 Gennaio 2026
/ 30.01.2026

Ambiente: le parole usate per ingannarci

Dal trucco del "gas naturale" alla trappola del "net zero": una guida pratica per non farsi manipolare dalle parole e capire cosa accade al Pianeta

Nel 2020, ricercatori di Yale hanno fatto un esperimento: hanno chiesto a quasi duemila americani cosa associavano al termine “gas naturale” e cosa a “gas metano”. Stesso combustibile, nomi diversi. I risultati? “Gas naturale” evocava cucina, riscaldamento, energia pulita. “Metano”? La risposta più comune è stata: mucche che scoreggiano. E poi riscaldamento globale, inquinamento. Lo stesso composto chimico, percezioni opposte. Il linguaggio sul clima non è neutro.

Parliamo continuamente di “neutralità carbonica”, “net zero”, “compensazione delle emissioni”. Ma questi termini significano cose radicalmente diverse a seconda di chi li usa, e questa ambiguità non è casuale: permette alle aziende di annunciare impegni climatici ambiziosi continuando a fare business as usual.

Il problema non è solo la disinformazione deliberata, ovvero quella costruita a tavolino per ingannare. È anche qualcosa di più sottile: l’assenza di un vocabolario condiviso. Se nessuno ti ha mai spiegato con chiarezza cosa significa “neutralità carbonica”, come fai a capire quando un’azienda ti sta prendendo in giro con promesse vuote? Se non conosci la differenza tra meteo e clima, come distingui un dato rilevante da rumore di fondo?

Per questo nasce questa rubrica: un concetto climatico spiegato senza dare nulla per scontato. Non articoli di opinione, ma strumenti per orientarsi in un dibattito dove spesso si litiga usando parole diverse per dire la stessa cosa, o peggio, la stessa parola per dire cose opposte.

Partiamo da una distinzione fondamentale. Quando parliamo di informazione sbagliata sul clima, dobbiamo distinguere tra misinformazione e disinformazione.

La misinformazione è informazione falsa condivisa senza intenzione di ingannare. Tuo cugino che su WhatsApp ti gira il grafico sbagliato sulle temperature artiche, convinto di informarti. Tua zia che confonde un’ondata di freddo con la smentita del riscaldamento globale. Persone in buona fede che condividono contenuti inesatti perché mancano degli strumenti per verificarli.

La disinformazione è altra cosa: deliberatamente costruita per ingannare. La campagna social che sembra spontanea ma è orchestrata da società di PR pagate da chi ha interesse a ritardare l’azione climatica. Il messaggio pensato a tavolino per seminare dubbi sulla scienza mentre tutti gli indicatori puntano nella stessa direzione. La differenza sta nell’intenzione, ma il risultato è simile: confusione, polarizzazione, paralisi.

Entrambe prosperano negli spazi vuoti lasciati da spiegazioni mai date. Nelle prossime settimane affronteremo questi spazi uno alla volta. Perché “gas naturale” è un termine tutt’altro che naturale. Cosa significa davvero compensare le emissioni e perché non è la stessa cosa che ridurle. Come i Flintstones negli anni ’60 pubblicizzavano sigarette Winston ai bambini, normalizzando prodotti dannosi fin dall’infanzia.

La misinformazione si combatte con informazione chiara e verificabile. E si comincia dalla domanda più semplice, quella che forse abbiamo smesso di farci perché la diamo per scontata: qual è davvero la differenza tra meteo e clima? Ne parleremo presto.

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