Il turismo continua a essere una delle spese a cui gli italiani fanno più fatica a dire di no. Anche nel 2026, nonostante rincari diffusi su trasporti, alloggi ed energia, i viaggi restano una priorità. A fotografare il fenomeno è un’analisi aggiornata realizzata da Vamonos Vacanze, che ha incrociato dati Istat, Banca d’Italia ed Eurostat: la spesa turistica complessiva dei residenti, tra Italia ed estero, si attesta attorno agli 86 miliardi di euro l’anno.
Una cifra che conferma il turismo come una delle principali voci di consumo “discrezionale” delle famiglie italiane. In altre parole, si taglia su altro, ma il viaggio resta. Cambiano però i protagonisti e le modalità di spesa.
Single e senza figli, il nuovo motore del turismo
Il dato più interessante riguarda la composizione dei viaggiatori. Circa il 60% della spesa turistica è sostenuto da persone senza figli conviventi, con un peso crescente dei single adulti e degli over 50. Un segmento che non solo viaggia di più, ma spende anche di più: la spesa media per vacanza di un adulto senza figli è superiore del 35% rispetto a quella di chi viaggia in famiglia.
Chi parte da solo o in coppia tende a viaggiare più spesso durante l’anno, anche fuori stagione, non divide i costi di trasporto e alloggio e sceglie più facilmente tour organizzati, crociere o viaggi culturali. Esperienze affascinanti, certo, ma con uno scontrino mediamente più alto, soprattutto quando la destinazione è di medio-lungo raggio.
Nel complesso, i viaggiatori single rappresentano oltre il 38% dei turisti leisure adulti italiani. La quota supera addirittura il 45% nella fascia tra i 45 e i 65 anni, contribuendo in modo crescente al valore complessivo del mercato turistico nazionale.
Nord più spendaccione, Sud più prudente
La mappa della spesa racconta anche un’Italia a due velocità. Le regioni dove si spende di più per i viaggi sono la Valle d’Aosta, con oltre 1.730 euro pro capite, seguita da Liguria e Trentino-Alto Adige. Subito dopo arrivano Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, tutte ben sopra i 1.600 euro annui.
All’estremo opposto si collocano Sicilia, Calabria e Sardegna, insieme a Basilicata, Campania e Molise, dove la spesa media resta sotto i 1.250 euro pro capite. Le differenze territoriali sono marcate, ma il desiderio di viaggiare attraversa comunque l’intero Paese.
Guardando a province e città metropolitane, sul podio della spesa turistica troviamo Brescia, Aosta e Torino. Seguono Genova e una serie di province del Nord, da Mantova a Verona, fino a Bergamo e Modena. Tra le grandi città, Milano guida la classifica, davanti a Roma, Bologna e Firenze.
In fondo alla graduatoria si concentrano invece diverse province del Mezzogiorno e delle isole, da Vibo Valentia ad Agrigento, da Crotone a Nuoro. Un segnale che riflette differenze di reddito, ma anche abitudini di consumo più prudenti.
Il viaggio resta un bisogno
Il turismo dunque non è più solo una vacanza estiva in famiglia, ma un’esperienza sempre più frammentata, distribuita durante l’anno e guidata da nuovi profili di viaggiatori. I costi aumentano, sì, ma la voglia di partire resiste. E, a giudicare dai numeri, per molti italiani il viaggio resta un piccolo lusso irrinunciabile.
