Il Green Deal europeo si trova oggi ad affrontare un’offensiva politica e sociale senza precedenti, che ne mette in discussione i tempi e i modi. Eppure, osservando la questione attraverso la lente di chi fa impresa, la prospettiva cambia radicalmente: la sostenibilità non è più un costo da sopportare, ma un’opportunità industriale irripetibile. Per l’Italia, in particolare, la transizione ecologica rappresenta la via maestra per colmare un vuoto storico di risorse naturali, trasformando il rifiuto da problema di gestione pubblica a pilastro della sovranità energetica.
Ai microfoni di Ultima Bozza, Francesco Galanzino, amministratore delegato di Entsorga, analizza con pragmatismo il momento che sta attraversando il settore. Dal 1997, l’azienda si occupa di brevettare tecnologie per il trattamento dei rifiuti e la produzione di combustibili alternativi, dimostrando che la tutela dell’ambiente è il miglior alleato dei bilanci aziendali. “L’ambiente non è un costo”, esordisce Galanzino con fermezza. “Noi abbiamo sviluppato esportazioni, fatturato e tecnologie grazie all’ambiente. Dobbiamo ricordarci che non abbiamo materie prime in Italia, mentre le uniche che possiamo avere a costo nullo sono sole, vento e il carbonio che viene dai rifiuti”.
Il concetto di “miniera urbana” smette dunque di essere uno slogan per diventare strategia nazionale. In un mercato globale sempre più instabile, la capacità di estrarre valore dagli scarti diventa una questione di sopravvivenza economica. “Se perdiamo questa occasione”, avverte l’amministratore delegato di Entsorga, “abbiamo perso per sempre la battaglia. Grazie all’Europa dobbiamo continuare, magari modulando la strategia diversamente, ma puntando dritti verso un obiettivo di sostenibilità, perché questo oggi vuol dire guadagnare”.
Ma qual è, tecnicamente, il ruolo dei rifiuti in questa nuova architettura industriale? La risposta risiede nella chimica di ciò che gettiamo via. Il carbonio, elemento base della materia organica e dei residui plastici, può essere recuperato e nobilitato attraverso processi che ne evitano la dispersione nell’ambiente. “Il carbonio è una materia prima che è la base dei rifiuti”, spiega Galanzino, “e può essere trasformato in combustibile rinnovabile per i cementifici e addirittura in metano che torna alle nostre case, per sostenere il riscaldamento, l’acqua calda e tutto quello che è anche la logistica”.
Il passaggio da un’economia lineare a una pienamente circolare richiede dunque un cambio di paradigma: il rifiuto non è più un “fine vita”, ma l’inizio di una filiera energetica che alimenta l’industria pesante e i servizi essenziali dei cittadini. In questo scenario, le tecnologie di Entsorga agiscono come un ponte tra l’emergenza ambientale e il mercato. La sfida lanciata da Galanzino è chiara: la sostenibilità deve uscire dall’alveo della pura etica per entrare definitivamente in quello della convenienza industriale, garantendo al Paese quegli standard di salute e sicurezza che solo un trattamento virtuoso e controllato può offrire.
