6 Febbraio 2026
/ 6.02.2026

Gli 80 anni del Premio Strega conquistano il Campidoglio

La finale dell’8 luglio lascia il Ninfeo di Villa Giulia per la piazza simbolo di Roma. In primavera una grande mostra al Macro racconta la storia del premio

Per gli ottant’anni del Premio Strega, la finale cambia volto e geografia: l’8 luglio il rito letterario più atteso dell’anno si sposta in piazza del Campidoglio, aprendo la celebrazione alla città e riscrivendo la tradizione del Ninfeo di Villa Giulia. Una scelta che segna un passaggio simbolico e concreto, portando il premio nel cuore istituzionale e civile di Roma.

L’annuncio è arrivato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci durante una conferenza stampa che ha delineato il programma di un’edizione pensata come momento di bilancio e rilancio. “Scelta fortemente simbolica che rende omaggio al Premio Strega e al suo rapporto con la città di Roma”, ha spiegato il presidente Giovanni Solimine. Un legame che affonda le radici nel secondo dopoguerra, quando nel salotto dei Bellonci nacque un’esperienza culturale destinata a segnare la storia letteraria del Paese.

La finale in piazza e il dialogo con la città

Il trasloco in Campidoglio rompe una consuetudine consolidata e rilancia il premio in uno spazio aperto, accessibile, fortemente identitario: una piazza che rappresenta il centro simbolico della vita pubblica romana.

“Il Premio Strega è l’evento letterario più importante del nostro Paese, anche uno sguardo sul Paese che cambia”, ha sottolineato Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, annunciando il rinnovo della collaborazione con la Fondazione Bellonci. La serata dell’8 luglio diventa così il punto di arrivo di un percorso che attraverserà la primavera e l’inizio dell’estate, con tappe già fissate: il 1° aprile l’annuncio della dozzina al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, il 3 giugno la proclamazione della cinquina al Teatro Romano di Benevento.

La mostra al Macro e la memoria del premio

Il racconto degli ottant’anni passa anche dal Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma, dove il 29 aprile aprirà una grande mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano. Il progetto espositivo, firmato dallo studio di architetti Supervoid, accompagna il visitatore in un percorso che intreccia memoria letteraria, storia editoriale e racconto sociale.

Al centro, una “biblioteca ideale” composta da oltre mille volumi selezionati per il premio dal 1947 a oggi, disposti in sequenza cronologica. Un archivio narrativo che restituisce non solo i libri e gli autori, ma anche le vicende, le polemiche e le trasformazioni culturali che hanno accompagnato ogni edizione. Accanto, la ricostruzione del salotto Bellonci, spazio domestico e insieme luogo fondativo di una comunità intellettuale che ha contribuito a ridisegnare il paesaggio culturale del dopoguerra.

La mostra sarà arricchita da una rassegna cinematografica curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, con proiezioni dedicate ai film tratti dai libri vincitori e finalisti, rafforzando il dialogo tra letteratura e cinema.

Un anniversario che guarda avanti

Il claim scelto per l’edizione 2026, “Quasi una vita“, richiama il romanzo con cui Corrado Alvaro vinse nel 1951 e sintetizza il senso profondo dell’anniversario: un percorso lungo ottant’anni in cui il Premio Strega ha raccontato mutamenti linguistici, tensioni sociali, nuove sensibilità e passaggi generazionali.

Dalla prima riunione degli Amici della domenica nel 1944 alla piazza del Campidoglio, il premio continua a interrogare il presente attraverso la letteratura.

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