6 Febbraio 2026
/ 6.02.2026

Stadio della Roma a Pietralata, il cronoprogramma accelera verso il 2027

Il Campidoglio fissa le tappe per avviare il cantiere entro marzo 2027: decisivo il voto sul pubblico interesse per rispettare la scadenza degli Europei 2032

La corsa contro il tempo per portare a compimento lo stadio della Roma a Pietralata entra in una fase operativa. Dal vertice convocato in Campidoglio il 4 febbraio emerge un calendario serrato, costruito per rispettare la scadenza degli Europei di calcio del 2032 e consentire alla Capitale di candidare anche il nuovo impianto. La data-obiettivo è definita: avvio dei lavori entro marzo 2027, con la posa della prima pietra come segnale concreto dell’avanzamento del progetto.

Il vertice in Campidoglio

Attorno al tavolo, oltre al sindaco Roberto Gualtieri, erano presenti il direttore generale Albino Ruberti, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, il presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti, diversi capigruppo della maggioranza e Valerio Casini per l’opposizione di Italia Viva. L’incontro ha permesso di definire una sequenza di passaggi amministrativi che dovrà procedere senza intoppi. La priorità è ottenere, in tempi rapidi, la conferma del pubblico interesse dell’opera da parte dell’Aula Giulio Cesare, condizione indispensabile per sbloccare l’iter successivo.

Quindici giorni per la giunta

Il primo snodo riguarda la giunta capitolina, chiamata a pronunciarsi entro quindici giorni sul progetto definitivo presentato dalla proprietà statunitense della Roma alla fine del 2025. Il via libera dell’esecutivo comunale aprirà la strada al voto dell’assemblea. Un percorso già sperimentato nel 2023, quando la delibera iniziale passò al vaglio di sei commissioni capitoline, impegnate per circa tre mesi in un’analisi approfondita. Anche stavolta le commissioni dovranno verificare il rispetto delle prescrizioni fissate due anni fa, ma l’amministrazione punta a comprimere i tempi. L’obiettivo è arrivare alla decisione finale prima della fine dell’inverno.

Il nodo del pubblico interesse

Il riconoscimento del pubblico interesse resta il passaggio politicamente più delicato. Non si tratta di un atto formale, ma di una valutazione complessiva sull’equilibrio tra benefici collettivi e impatto urbanistico, ambientale e sociale. La volontà dichiarata è di accelerare, mantenendo però la coerenza con gli indirizzi già tracciati. In gioco non c’è soltanto il futuro sportivo della Roma, ma anche la capacità della città di presentarsi all’appuntamento europeo con infrastrutture adeguate.

Se il calendario verrà rispettato, il cantiere potrà partire nella primavera del 2027. Una data che segna il punto di convergenza tra le esigenze di una società sportiva, le ambizioni di una capitale europea e la complessità di un’operazione urbanistica di grande scala. Da qui ai prossimi mesi, il confronto istituzionale dirà se l’accelerazione impressa dal Campidoglio riuscirà a trasformare il progetto in un’opera concreta.

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