Con l’arrivo dell’estate e il progressivo aumento delle temperature urbane causato dal cambiamento climatico, Milano corre ai ripari. Il Comune ha infatti mappato e messo a sistema una rete di 116 “Spazi Freschi” distribuiti in tutti e nove i Municipi della città. Si tratta di aree verdi, case di quartiere e biblioteche: luoghi pubblici, sicuri e ad accesso gratuito, pensati per offrire un rifugio di prossimità a pochi passi da casa.
Questa misura si affianca agli interventi strutturali già in atto come le depavimentazioni e la riqualificazione dei parterre alberati per proteggere soprattutto le fasce di popolazione più vulnerabili: anziani, bambini, persone con patologie croniche o chi si trova in condizioni di povertà energetica e non ha la possibilità di rinfrescare adeguatamente la propria abitazione.
Perché il sole a picco fa male?
Nelle ore centrali della giornata, l’esposizione diretta al sole non è solo una questione di fastidio o di afa, ma rappresenta un vero e proprio rischio per la salute. Stare sotto il sole cocente fa male al nostro organismo per tre motivi principali:
- radiazioni UV e stress termico: quando il sole è allo zenit (ovvero nel punto più alto del cielo), i raggi ultravioletti attraversano l’atmosfera perpendicolarmente, arrivando a noi con la massima intensità. Questo accelera la disidratazione e mette a dura prova la termoregolazione corporea;
- il meccanismo del colpo di calore: per mantenere la temperatura interna intorno ai 36-37 °C, il corpo attiva la sudorazione e la vasodilatazione periferica (i vasi sanguigni si dilatano per disperdere calore). Sotto il sole diretto e con temperature estreme, questo sistema può andare in tilt. Se la temperatura corporea supera i 40 °C, si rischia il colpo di calore, che può causare vertigini, cali drastici di pressione e persino danni agli organi;
- l’effetto “isola di calore” urbano: nelle città il cemento e l’asfalto assorbono la radiazione solare durante il giorno e la rilasciano sotto forma di calore termico, trasformando le strade in veri e propri forni a cielo aperto.
Per questo motivo, trovare un cono d’ombra o un ambiente climatizzato tra le 11:00 e le 17:00 non è un comfort, ma una necessità sanitaria.
Come funziona la rete degli “Spazi Freschi” e dove trovare sollievo
Ispirandosi alle migliori pratiche europee di adattamento climatico, la rete degli Spazi Freschi è stata progettata per essere facilmente consultabile tramite una mappa interattiva. I 116 luoghi si dividono principalmente in due categorie:
- Oasi verdi urbane: parchi e giardini con una superficie superiore ai 5.000 metri quadrati e una copertura arborea densa, capace di garantire almeno il 50% di ombra, tutti dotati di panchine e fontanelle.
- Infrastrutture culturali e sociali: case di quartiere e biblioteche dotate di locali climatizzati, dove i cittadini possono entrare liberamente per riposarsi, leggere o lavorare al fresco.
Ogni spazio manterrà le sue funzioni originarie, ma garantirà l’accesso libero alle aree relax, ai servizi igienici e all’acqua potabile durante le ore più calde.
A completare la rete anti-afa della città ci sono inoltre le infrastrutture idriche: sul territorio milanese sono attive oltre 50 case dell’acqua (situate nei parchi e nei punti di maggior affluenza, che erogano gratuitamente acqua fresca liscia o gassata autenticandosi con la tessera sanitaria) e più di 580 storiche “vedovelle”, le tradizionali fontanelle in ghisa che garantiscono acqua potabile sempre corrente.
“Come molte altre città europee ed italiane, anche a Milano abbiamo mappato i ‘rifugi climatici’, da noi chiamati ‘spazi freschi’, in vista dell’estate”, spiega l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi. “Una rete di luoghi nei Municipi tra parchi, case di quartiere e biblioteche, costruita grazie alla collaborazione con l’Assessorato Welfare e Salute, l’Assessorato Quartieri e Partecipazione e l’Assessorato alla Cultura, che porterà benefici a tutta la comunità. I cambiamenti climatici ci impongono di trovare soluzioni sempre più adattabili alle esigenze della città, non solo quindi azioni strutturali come sono, ad esempio, le depavimentazioni o la riqualificazione dei parterre alberati, ma anche soluzioni temporanee proprio come questi spazi freschi”.
“Le Case di Quartiere”, aggiunge l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, “sono un presidio territoriale che, anche in estate, si mette a disposizione dei cittadini e delle cittadine, con una particolare attenzione a chi trascorre i mesi più caldi in città. L’identificazione degli ‘spazi freschi’ va di pari passo con la strategia complessiva che vede ogni anno l’Amministrazione impegnata con il programma Milano Aiuta Estate che partirà, come di consueto, a luglio, con lo scopo di offrire occasioni di socialità, orientamento ai servizi del territorio e assistenza. Un impegno che si arricchisce di nuove iniziative grazie alla grande collaborazione trasversale che vede protagonisti tutti gli assessorati coinvolti.
