30 Settembre 2026
/ 30.09.2026

Hayao Miyazaki e l’arte di guardare il mondo dal punto di vista di un albero

Pensieri, interviste e fumetti del maestro giapponese raccolti in Punto di Partenza: un invito a curare il Pianeta attraverso lo sguardo dell’altro, anche quando l’altro è una pianta.

I possenti alberi che oscillano al vento de Il mio vicino Totoro, i boschi densi nei quali cavalca a dorso di lupo La Principessa Mononoke, i paesaggi sconfinati che sorvola Laputa, il Castello nel Cielo: nella filmografia di animazione di Hayao Miyazaki l’ambiente è struttura portante del racconto e spesso il punto di partenza della narrazione. È da poco uscito, per le edizioni La Nave di Teseo, il volume finora inedito in Italia Punto di Partenza, che raccoglie pensieri, interviste, riflessioni, fumetti realizzati da Miyazaki tra il 1979 e il 1996.

È un libro affascinante che esplora la figura di un intellettuale a tutto tondo, “animato”, che fa del racconto per immagini uno strumento di riflessione sul Giappone contemporaneo e, in modo più ampio, sulla società. Lo fa con una chiave di lettura intrisa dell’amore e della fascinazione per la Natura, in cui ispirazione, fantasia, narrazione si intrecciano in modo indissolubile – lo vediamo nei primi film raccontati nel volume così come nei più recenti Ponyo sulla Scogliera, Si alza il Vento, La Città Incantata, Orso d’oro a Berlino e Oscar per l’animazione. Animali, piante, elementi naturali protagonisti di storie fantastiche, che tuttavia riportano all’urgenza di curare il Pianeta e di abbracciare il punto di vista dell’altro, anche quando l’altro è componente del mondo animale o vegetale.

Una quercia bianca alla finestra

C’è un passaggio molto interessante che in questo volume Miyazaki dedica agli alberi. Racconta che il desiderio di rappresentare gli alberi nasce in lui da bambino, alle medie, osservando ogni giorno dalla finestra della sua classe una immensa quercia bianca. Da lì l’urgenza di raccontare per immagini animate quel mondo vegetale emblema della complessità del nostro Pianeta e della vita. Un mondo straordinario che si può cogliere solo abbracciando un altro punto di vista, anche quello di un sassolino, come scrive Miyazaki, o quello delle piante stesse.

Questo avviene ad esempio in uno dei suoi film più amati, della cui genesi si parla proprio nel libro Punto di Partenza. Nausicaa della Valle del Vento è un film del 1984 ambientato in un mondo post guerra nucleare, in cui la Natura è percepita come minacciosa, ma la protagonista Nausicaa vuole capirne la sofferenza e curarla. Ecco che l’amore per l’ambiente si salda al tema della pace tra i popoli e alla necessità di mettersi nei panni dell’altro, come anche nella serie animata Conan il Ragazzo del futuro, del 1978.

Temi più che mai attuali, che questo libro riporta all’attenzione con la domanda che si poneva all’epoca Miyazaki, su quale direzione stesse prendendo l’umanità.La stessa questione si pone prepotentemente oggi, in uno scenario in cui ci si ritrova a parlare di armi nucleari e nuove guerre che nessuno avrebbe immaginato, forti di una pace duratura data per scontata. Una pace che si intreccia con la salute dell’ambiente nel suo complesso.

Quando sbocciano i ciliegi

In Giappone da sempre gli elementi naturali sono parte della filosofia e della spiritualità quotidiana, simboli di equilibrio, armonia e pace interiore: ciò che insegue disperatamente il protagonista de Il Ragazzo e l’Airone, ultimo film di Miyazaki (2024), dopo aver perso la madre, guidato da un airone parlante in un mondo immaginifico.

Vivere in una società dove le piante sono considerate struttura portante contribuisce a considerare gli alberi come paesaggio familiare, in cui sentirsi bene, al sicuro, a casa. Tradizionalmente in Giappone le stagioni scandiscono anche il tempo della vita collettiva: “Sakura ga saita” (“Sono sbocciati i ciliegi”) è la frase recitata dai bambini all’inizio dell’anno scolastico ad aprile, nonché la prima che imparano a scrivere.

Il tempo breve dell’infanzia

Proprio all’infanzia, parlando de Il mio vicino Totoro, Miyazaki dedica una riflessione sull’importanza di nutrire il mondo interiore dei bambini, nella fase più importante e al tempo stesso più breve della vita per strutturare lo sguardo sul mondo. Da piccoli ci si immerge in un mondo fantastico di sogni e meraviglia, animali, piante, magia, storie in cui tutto può accadere, poi si cresce e ci si allontana da questo universo che è stato così importante. Eppure, quel tempo breve vissuto con la mente e il cuore aperto alla scoperta del mondo e delle sue tante meraviglie può cambiare il modo di vivere e leggere le cose che accadono. Quelle storie ascoltate la sera o viste al cinema possono contribuire a  interpretare il mondo, a diventare persone consapevoli di essere immerse in un ambiente prezioso, di cui si è semplici elementi in un sistema complesso. Un ambiente da curare e nutrire, con la caparbietà, la speranza e la resilienza di Nausicaa della Valle del Vento.

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