Lo scorso inverno Clare Naylor teneva il riscaldamento a 18 gradi, preparava borse dell’acqua calda e aggiungeva coperte quando serviva. Quest’anno la stessa famiglia, con tre figli sotto i dieci anni, può riscaldare la casa prima del rientro da scuola senza preoccuparsi della bolletta. La differenza sta in una riqualificazione energetica che ha trasformato una normale abitazione di Milton Keynes, nel Regno Unito, in un piccolo impianto capace di produrre e accumulare elettricità.
Il caso raccontato dal Guardian il 1° ottobre arriva mentre nel Regno Unito il tetto massimo dei prezzi dell’energia è aumentato del 4%, con ulteriori rincari previsti per gennaio. Per i Naylor, invece, la spesa energetica sarà coperta per cinque anni da una tariffa che garantisce bollette pari a zero, a precise condizioni di consumo.
Dalla caldaia alla pompa di calore
La casa, costruita negli anni ’80 e composta da quattro camere da letto, è stata dotata di 17 pannelli fotovoltaici, una pompa di calore, una grande batteria installata in garage e quattro nuovi radiatori. È stato inoltre rimosso l’impianto a gas: per accedere alla tariffa Zero Bills di Octopus Energy l’abitazione deve essere completamente elettrica, compresa la cucina.
I pannelli producono energia durante il giorno, mentre la batteria consente di conservarne una parte per utilizzarla quando serve. La pompa di calore sostituisce la caldaia nel riscaldamento degli ambienti e nella produzione di acqua calda. Se nell’arco dell’anno l’impianto genera più elettricità di quella consumata, l’energia in eccesso può essere immessa nella rete.
La tariffa, spiega al Guardian Nigel Banks, direttore tecnico di Zero Bills di Octopus Energy, viene costruita attorno a un limite di “consumo equo” stabilito per ogni abitazione. L’azienda deve inoltre ottenere un margine sufficiente dalla vendita dell’energia prodotta e ceduta alla rete.
Quanto costa rendere una casa autonoma
La casa è stata ristrutturata gratuitamente da Santander, grande gruppo bancario spagnolo, nell’ambito di un progetto sperimentale per studiare come finanziare gli interventi di efficientamento energetico nelle abitazioni. Se fosse stata la famiglia a sostenere direttamente la spesa, il costo degli interventi sarebbe stato di poco inferiore a 20 mila sterline, dopo un contributo pubblico.
È una cifra che rende evidente uno dei principali ostacoli alla diffusione di queste soluzioni: la tecnologia può ridurre drasticamente i consumi, ma richiede un investimento iniziale consistente. Santander sta quindi studiando forme di finanziamento dedicate. Nel caso riportato dal Guardian, un prestito di 20 mila sterline con interesse del 6,4% su cinque anni comporterebbe una rata di 389 sterline al mese.
Secondo Mick Taylor di Santander, la banca gestisce 1,5 milioni di conti di mutuo e vede direttamente quanto il costo dell’energia pesi sui bilanci familiari. “I consumatori sono preoccupati dal fatto che le bollette energetiche stiano aumentando in un’unica direzione”, ha dichiarato al Guardian.
Il modello funziona solo con regole precise
La formula Zero Bills non equivale a rendere una casa energeticamente indipendente in qualsiasi condizione. L’abitazione deve essere ben isolata, produrre abbastanza energia e rispettare il limite di consumo previsto. La ricarica delle auto elettriche, inoltre, resta esclusa dalla garanzia.
Il programma era stato introdotto cinque anni fa soprattutto nelle nuove costruzioni. Ora Octopus lo sta sperimentando anche su edifici più vecchi, come quello dei Naylor, che hanno bisogno di interventi di riqualificazione più importanti.
Per la famiglia, il cambiamento significa poter utilizzare diversamente una spesa che prima era destinata all’energia, che ora pensa di destinare alle vacanze. Per trasformare una casa esistente in un’abitazione capace di produrre più energia di quanta ne consumi, però, servono isolamento, elettrificazione degli impianti, produzione fotovoltaica, accumulo e soprattutto un investimento iniziale ad oggi non trascurabile.
