8 Ottobre 2026
/ 8.10.2026

Il caso Charleroi e il nodo della reciprocità in Europa: le navette aeroportuali al vaglio dei mercati

Se le città italiane aprono le fermate ai vettori stranieri, oltre confine gli operatori nazionali incontrano ostacoli d’accesso. La lettera aperta di Terravision alle istituzioni riapre il dossier sulle condizioni di accesso ai servizi aeroportuali e sui costi dei biglietti

I collegamenti su gomma tra città e aeroporti riaprono il tema delle condizioni di accesso ai servizi aeroportuali in Europa. Da una parte Milano apre il confronto sulla futura gestione degli stalli della Stazione Centrale anche a nuovi operatori; dall’altra Terravision denuncia difficoltà di accesso all’aeroporto di Bruxelles-Charleroi per le aziende italiane che chiedono di erogare gli stessi servizi.

A sollevare formalmente il problema è Terravision Electric S.p.A., società italiana attiva dal 2012 nei collegamenti aeroportuali lombardi con un organico di 230 dipendenti. Con una lettera aperta inviata il 1° ottobre 2026 alle istituzioni nazionali ed europee, indirizzata al sindaco di Milano Giuseppe Sala, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e al vicepresidente della Commissione per i Trasporti e il Turismo del Parlamento europeo Matteo Ricci, l’azienda ha denunciato una disparità nelle condizioni di accesso ai nodi strategici della mobilità, ponendo un interrogativo diretto: “Perché i medesimi principi non dovrebbero valere anche quando un’impresa italiana chiede di competere in un altro Stato membro?”.

Uno stallo conteso tra Milano e Bruxelles

Al centro del dossier c’è l’aeroporto di Charleroi-Bruxelles Sud (BSCA), snodo belga di riferimento per i voli a basso costo. Il 30 luglio 2026 Terravision Electric S.p.A. ha presentato allo scalo una richiesta per ottenere la possibilità di disporre di un semplice stallo operativo, senza intenzione di estromettere l’operatore già presente. Da BSCA il 20 agosto 2026 è arrivata una risposta giudicata insoddisfacente da Terravision: la società chiede ora di chiarire la durata della concessione vigente, l’eventuale portata dell’esclusiva e i criteri con cui vengono valutate le richieste di nuovi operatori qualificati.

L’episodio viene messo a confronto con quanto accade in Lombardia. Il 29 maggio 2026 il Comune di Milano ha infatti convocato un incontro tecnico sulla futura gestione degli stalli di Milano Centrale, al quale Terravision afferma di aver partecipato senza porre obiezioni di principio all’ingresso di nuovi concorrenti, incluso l’operatore che utilizza il marchio Flibco. Nella lettera aperta si sottolinea l’esigenza di una reciprocità concreta: “L’apertura alla concorrenza promossa a Milano deve trovare riscontro nell’impegno a garantire condizioni di accesso trasparenti e non discriminatorie anche negli altri mercati europei”.
Terravision precisa inoltre di non affermare, in assenza degli atti completi, che la concessione di Charleroi sia illegittima. La richiesta riguarda piuttosto la possibilità di verificare la durata del titolo, l’eventuale esclusiva e le condizioni di accesso allo scalo alla luce dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione.

Le barriere d’accesso e l’impatto sulle tariffe

Nel settore dei bus aeroportuali la possibilità di competere si misura sulla presenza fisica all’interno dell’area dell’aeroporto. Per garantire la sostenibilità del servizio servono stalli a ridosso dei terminal, visibilità sui monitor d’informazione dello scalo e accesso ai canali ufficiali di vendita. Quando queste risorse restano concentrate in capo a un solo operatore per periodi molto lunghi, l’ingresso di nuovi concorrenti può diventare impraticabile, secondo Terravision, anche in assenza di un divieto formale di esercitare il trasporto al di fuori del sedime aeroportuale.

La conseguenza per i viaggiatori non viene invece presentata dalla lettera come un effetto già dimostrato. Terravision chiede che le condizioni offerte ai passeggeri sui collegamenti da e per Charleroi siano esaminate anche alla luce dell’esperienza dei collegamenti lombardi in cui operano più imprese. Le differenze di costo, domanda e servizio devono essere considerate: le sole differenze tariffarie, precisa la società, non dimostrano un illecito, mentre prezzo, qualità e varietà dell’offerta restano elementi centrali nella valutazione delle possibilità di apertura del mercato.

Per sbloccare lo stallo, la proposta di Terravision prevede un dialogo istituzionale con la società SAVE, indicata nella lettera come azionista tecnico dello scalo belga, il Governo vallone e le società regionali azioniste SOWAER e SOGEPA, affiancato da un’analisi economico-giuridica sul mercato e da una richiesta a BSCA e alle autorità valloni del fascicolo necessario a ricostruire il titolo concessorio vigente.

Il messaggio rivolto alle autorità riassume il senso dell’iniziativa: “Stesse regole, stesso accesso, stessa possibilità di competere. I passeggeri devono poter scegliere il servizio migliore per prezzo, qualità, frequenza e affidabilità; le imprese devono poter dimostrare sul mercato il proprio valore. È questa, e non la protezione di posizioni acquisite, la reciprocità europea che chiediamo”.

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