10 Gennaio 2026
/ 9.01.2026

Al Mattatoio nasce il primo centro pubblico dedicato all’immagine

Un nuovo spazio di 1.500 metri quadri nel quartiere romano di Testaccio intreccia rigenerazione urbana e cultura visiva, dentro il progetto della futura Città delle Arti

Roma aggiunge un nuovo capitolo alla sua lunga relazione con l’immagine grazie al primo centro pubblico interamente dedicato alla fotografia. Il taglio del nastro è fissato per il 29 gennaio all’ex Mattatoio di Testaccio, all’interno di uno dei più vasti interventi di recupero urbano in corso nella capitale.

Il centro occupa il padiglione 9D dell’antico complesso industriale e si inserisce nel disegno più ampio che trasformerà l’area nella futura Città delle Arti. Un’operazione che lavora per stratificazioni: riuso dell’esistente, apertura di funzioni culturali stabili, ricucitura degli spazi pubblici.

Numeri, funzioni, architettura

I numeri raccontano la scala del progetto. Circa 1.500 metri quadri complessivi, su due livelli, finanziati con un appalto da 5 milioni di euro gestito da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza capitolina. Al piano terra oltre mille metri quadri ospitano spazi espositivi modulabili, uffici, biglietteria e una biblioteca specializzata con 3.000 volumi. Il primo piano, 450 metri quadri, è pensato come piattaforma flessibile: una sala polivalente di quasi 200 metri quadri e un ballatoio espositivo che dialoga con l’architettura originaria.

Il restauro ha puntato sulla coesistenza tra passato industriale e dispositivi contemporanei. Ghisa, guidovie e capriate ottocentesche restano leggibili e convivono con impianti di illuminazione e climatizzazione progettati per adattarsi a esigenze espositive diverse. Un equilibrio che fa del contenitore parte attiva del racconto visivo.

Le parole dell’amministrazione

Alla presentazione in Campidoglio, il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato la portata simbolica dell’apertura: “Siamo felici di annunciare l’apertura del nuovo centro della fotografia di Roma perché parliamo di qualcosa che non esisteva in città”, ricordando il legame profondo tra fotografia e storia romana, fatta di archivi, agenzie e grandi autori.

Anche l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha richiamato la lunga gestazione del progetto, avviato nel 2012 e sbloccato grazie a un restauro conservativo condiviso con la Sovrintendenza: “È stato fatto un restauro conservativo importante che ha restituito un luogo straordinario”.

Le mostre inaugurali

L’apertura sarà accompagnata da un programma espositivo che mette insieme respiro internazionale e ricerca italiana. Da un lato Irving Penn, con una selezione di capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi, dall’altro Silvia Camporesi, con un lavoro che riflette su tempo e luogo.

Accanto, lo spazio “Campo visivo” esplorerà i linguaggi contemporanei, mescolando archivi, immagini documentarie e sperimentazione, con un focus sul corpo e sul gesto come territorio di indagine visiva.

Un tassello della futura Città delle Arti

Il nuovo centro è solo uno degli elementi del cantiere diffuso del Mattatoio: 105 mila metri quadri complessivi, 15 interventi attivi, oltre 90 milioni di euro di investimenti tra fondi Pnrr e comunali. Biblioteche, spazi universitari, padiglioni per eventi e una pista ciclabile che collegherà l’area alla ciclovia del Tevere ridisegnano il rapporto tra cultura e città.

In questo contesto, la fotografia trova finalmente una casa pubblica stabile. Non come cornice decorativa, ma come strumento critico capace di osservare, interpretare e restituire le trasformazioni urbane in atto.

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