Le Alpi stanno entrando in una fase critica della loro storia naturale. Nei prossimi decenni il numero dei ghiacciai è destinato a crollare come mai prima, con una velocità che rende ormai difficile parlare di semplice “ritiro”. Si tratta, a tutti gli effetti, di una scomparsa di massa. Sono le previsioni fornite dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change guidato da Lander Van Tricht del Politecnico Federale di Zurigo (Eth).
Anche nello scenario più ottimistico, quello in cui l’aumento della temperatura globale viene contenuto entro 1,5 gradi rispetto all’era preindustriale, a fine secolo sopravviverebbe solo una piccola parte dei ghiacciai alpini: poco più di quattrocento su circa tremila. Significa che quasi nove ghiacciai su dieci spariranno anche in questo scenario. Seil riscaldamento dovesse spingersi oltre, il quadro diventerebbe ancora più drammatico: con un aumento di circa 2,7 gradi resterebbero poco più di un centinaio di ghiacciai, mentre con quattro gradi di riscaldamento globale a resistere sarebbe appena una manciata di corpi glaciali.
Montagne vulnerabili
Le Alpi risultano particolarmente vulnerabili perché ospitano molti ghiacciai di piccole dimensioni, più sensibili alle variazioni di temperatura. È lo stesso destino che accomuna altre catene montuose del Pianeta, dal Caucaso alle Montagne Rocciose, fino alle Ande e ad alcune regioni montane africane. In queste aree la perdita non è una prospettiva lontana: più della metà dei ghiacciai potrebbe scomparire già entro dieci o vent’anni.
Gli scienziati parlano anche di un vero e proprio “picco di estinzione” dei ghiacciai, cioè il momento in cui il numero di quelli che si dissolvono in un solo anno raggiunge il massimo. Nel migliore dei casi questo punto critico arriverebbe intorno al 2040, con migliaia di ghiacciai che sparirebbero nel giro di dodici mesi. Negli scenari più pessimistici, il picco slitterebbe di qualche anno ma sarebbe ancora più violento, con perdite annuali raddoppiate.
L’effetto sulle risorse idriche
Non è solo una questione paesaggistica. La scomparsa dei ghiacciai alpini ha conseguenze dirette sulle risorse idriche, sugli ecosistemi di montagna, sulla sicurezza dei territori e sulle economie locali che da secoli convivono con il ghiaccio. I ghiacciai funzionano come riserve naturali d’acqua e come regolatori climatici: perderli significa rendere le Alpi più fragili e meno prevedibili.
Il messaggio che arriva dalla ricerca è netto e poco consolante: una parte della perdita è ormai inevitabile, anche rispettando gli obiettivi climatici più ambiziosi. Ma ogni decimo di grado in meno fa la differenza tra conservare qualche centinaio di ghiacciai o assistere alla loro quasi totale scomparsa. Le Alpi, in questo senso, sono un gigantesco termometro a cielo aperto: stanno già dicendo molto chiaramente dove stiamo andando.
