9 Aprile 2026
/ 9.04.2026

Auto, il sorpasso è servito: le ibride guidano, l’elettrico accelera

A marzo 2026 le ibride dominano il mercato e le ricaricabili crescono dell’85%: la transizione verso l’elettrico entra in una nuova fase

Nel mercato italiano dell’auto le alimentazioni tradizionali stanno rapidamente perdendo terreno. Secondo i dati dell’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA), a marzo 2026 benzina e diesel insieme si fermano al 27% delle immatricolazioni. Un cambio di paradigma che fotografa non solo l’evoluzione tecnologica, ma anche le scelte — e le incertezze — di consumatori e industria.

Il crollo delle motorizzazioni tradizionali

Le auto a benzina perdono il 18,6% su base annua, fermandosi al 20,2% del mercato. Ancora più marcata la flessione del diesel, che cede quasi il 30% e scende sotto il 7%. Nel trimestre, il trend non cambia: entrambe le alimentazioni restano in contrazione strutturale.

A sostenere il mercato sono invece le soluzioni ibride ed elettrificate, ormai dominanti. Le ibride mild e full superano da sole il 50% della quota mensile, mentre le ricaricabili — elettriche pure e plug-in — accelerano con crescite superiori all’85%.

Ibride: cosa cambia davvero

Dentro la categoria “ibrido” convivono tecnologie molto diverse. Le mild hybrid sono le più diffuse: utilizzano un piccolo motore elettrico che affianca quello termico nelle fasi di partenza e accelerazione, riducendo consumi ed emissioni ma senza permettere la marcia in modalità solo elettrica. Le full hybrid, invece, hanno batterie più capienti e possono viaggiare per brevi tratti in elettrico, soprattutto in città.

Le auto totalmente elettriche raggiungono l’8,7% del mercato a marzo, con un incremento del 72,1% rispetto al 2025. Ancora più dinamiche le plug-in hybrid, che raddoppiano le immatricolazioni (+100,7%) e arrivano a una quota dell’8,5%.

Complessivamente, le vetture ricaricabili rappresentano il 17,2% del mercato mensile. Un dato che segna una soglia significativa per un Paese storicamente lento nella transizione energetica dei trasporti.

A spingere la domanda contribuiscono anche gli incentivi pubblici, seppur con limiti evidenti. “Bisogna scongiurare il rischio di non raggiungere il target PNRR”, avverte il presidente di ANFIA, Roberto Vavassori, sottolineando come i ritardi nei rimborsi stiano creando “un circolo vizioso di mancate immatricolazioni”.

Emissioni in calo, ma il sistema regge?

L’effetto ambientale è già misurabile. Le emissioni medie di CO₂ delle nuove auto immatricolate a marzo scendono a 110 grammi per chilometro, in calo del 6,4% su base annua. Un segnale coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione, ma ancora lontano dai target di lungo periodo.

Il problema, semmai, è la tenuta del sistema. I concessionari denunciano un’eccessiva esposizione finanziaria legata agli incentivi non ancora rimborsati, mentre i consumatori restano sensibili al prezzo, come dimostra il calo dell’indice di fiducia rilevato dall’Istat.

Cina e SUV: le altre due spinte

Accanto alla transizione energetica, emergono due tendenze strutturali. La prima è l’ingresso sempre più incisivo dei modelli prodotti in Cina, che nel trimestre superano il 13% del mercato italiano. La seconda è il dominio dei SUV, che arrivano a rappresentare quasi il 60% delle vendite. Due dinamiche che ridefiniscono l’offerta e la competizione, anche sul fronte dei prezzi.

Nel complesso, il mercato auto cresce: +7,6% a marzo e +9,2% nel trimestre. Ma la crescita poggia su equilibri delicati. L’aumento dei prezzi energetici, il calo della fiducia e le incertezze sugli incentivi rischiano di rallentare una transizione che, nei numeri, appare già avviata. La direzione comunque è tracciata. Resta da capire se il sistema — industriale e politico — sarà in grado di sostenerla senza frenate.

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