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Badare all’Italia nel 2025

11.07.2024

“Ogni famiglia dovrebbe poter far fronte a questo tipo di esigenza, indipendentemente da età o Isee”. L’Italia si trova in una fase di invecchiamento prolungata. Presto serviranno oltre 2 milioni di figure professionali come colf e badanti per aiutarci, ma non tutti possono permettersi l’aiuto domestico divenuto indispensabile.

L’Italia è un Paese sempre più vecchio, e questo dato di fatto si traduce in un’emergenza sulla quale forse non si era posta la sufficiente attenzione negli anni passati. Lo ha fatto il terzo Paper del Rapporto 2024 “Family (Net) WorkLaboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico”, curato da Assindatcolf e dal Centro Studi e Ricerche Idos, in cui si spiega che, sulla base delle esigenze della popolazione, nel 2025 serviranno circa 1,25 milioni di badanti e 1,262 milioni di colf.
Il calcolo, inserito in una ricerca più ampia dal titolo “Il fabbisogno di manodopera italiana e straniera nel comparto del lavoro domestico in Italia. Stima 2023-2025 per Regioni”, evidenzia non solo il numero spropositato di collaboratori e collaboratrici domestiche di cui il nostro territorio necessiterebbe (e che supera ampiamente i due milioni di unità), ma anche che sempre più famiglie non possono permettersi il “lusso” di assumere colf o badanti.
Sul punto Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, è stato chiaro: «Il nostro studio restituisce una fotografia finora inedita delle esigenze delle famiglie in tema di assistenza domestica, e quindi di welfare. Noi vogliamo consegnarla a Governo, Parlamento e Regioni. La stima del fabbisogno di colf e badanti include chi non può permetterselo, e questo dimostra come i costi siano oggi un problema trasversale. Ogni famiglia dovrebbe poter far fronte a questo tipo di esigenza, indipendentemente da età o Isee. Servirebbero dunque misure universali, le chiediamo da anni».
Per il 2025 si è calcolato un fabbisogno di badanti in tutta Italia di 1,25 milioni. In particolare, le Regioni che guidano la classifica sono Lombardia (141mila), Campania (98mila), Sicilia (97mila), Lazio (93mila) e Puglia (86mila). Abbastanza diversa la distribuzione nazionale se si parla di colf: se infatti il numero complessivo è simile a quello visto in tema di badanti (in questo caso supera 1,26 milioni), a livello regionale svettano Lombardia e Lazio (primissime rispettivamente a quota 209mila e 208mila) davanti a Sicilia (177mila), Campania (158mila) e Puglia (100mila).

«La crisi demografica dell’Italia e il cronico invecchiamento della sua popolazione stanno salendo, di pari passo alla crescita dei nuclei familiari bisognosi di assistenza domestica – ha spiegato Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos. Sia la denatalità che il fabbisogno di cure sono criticità strutturali. I cittadini immigrati potrebbero dare un apporto ancora più apprezzabile rispetto a quello odierno, se si procedesse a una razionalizzazione delle politiche sull’ingresso e la permanenza regolare degli stranieri in Italia. Le norme attualmente in vigore che si occupano del loro inserimento occupazionale sono spesso fin troppo contorte. Anche a fronte della verifica, non rara, di indisponibilità di lavoratori italiani».
Non a caso, sul totale delle badanti, le cifre parlano di circa 713mila straniere e 312mila italiane. In ambito colf, invece, il numero di chi viene dall’estero è di 811mila, chi è nato in Italia arriva a stento a 452mila.

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