3 Aprile 2025
/ 20.12.2024

Batterie elettriche, l’Italia eccelle nelle soluzioni del riciclo

Entro il 2030 l’industria europea potrebbe servirsi dei componenti delle batterie a fine vita per equipaggiare e produrre fino a 2,4 milioni di veicoli elettrici. Lo studio stima la quasi completa autosufficienza entro il 2040 per il cobalto. Ma l’Europa si trova impreparata. Focus sulle eccellenze italiane più all’avanguardia nel settore.

Entro il 2030 l’industria europea potrebbe servirsi dei componenti delle batterie a fine vita per equipaggiare e produrre fino a 2,4 milioni di veicoli elettrici. Lo studio stima la quasi completa autosufficienza entro il 2040 per il cobalto. Ma l’Europa si trova impreparata. Focus sulle eccellenze italiane più all’avanguardia nel settore.

C’è un nuovo studio condotto e pubblicato da Transport & Environment che getta una nuova luce sul settore del riciclo delle batterie delle auto elettriche. Secondo l’organizzazione, infatti, entro il 2030 l’industria europea potrebbe servirsi dei materiali provenienti dalle batterie a fine vita per equipaggiare e produrre fino a 2,4 milioni di veicoli elettrici.
«Se l’Europa riuscirà a confermare e rispettare i suoi piani di riciclo delle batterie, potrà ridurre la sua dipendenza dai metalli critici importanti – spiega Andrea Boraschi, direttore di T&E ItaliaI volumi che si prevede di ricavare dalla filiera del riciclo potranno garantire all’industria europea materie sufficienti per la produzione di milioni di auto elettriche».

Più nello specifico, lo studio stima la quasi completa autosufficienza entro il 2040 per il cobalto, una delle componenti fondamentali, ma non solo. Infatti, grazie al recupero delle celle esauste e degli scarti, si coprirebbe per il 14% il fabbisogno di litio, del 16% quello del nichel e del 17% quello del manganese. Benefici, questi, non solo sul piano economico, ma anche ambientale: secondo la stima dell’organizzazione, infatti, i volumi ottenuti dal riciclo eviterebbero la realizzazione di 12 nuove miniere, riducendo sensibilmente l’impatto ambientale.
Il timore, però, è che non si colga a pieno il potenziale di questa economia circolare, in quanto l’industria del riciclo, a livello europeo, è ancora molto poco sviluppata: «Quasi la metà della capacità di riciclo prevista è a rischio a causa degli alti costi energetici, della carenza di competenze tecniche o della mancanza di sostegno finanziario» ha sottolineato Boraschi. E conclude: «Né l’Ue né il Regno Unito sono ancora pronti a cogliere l’opportunità del riciclo dei materiali connessi alla filiera delle batterie».

Eppure, che questa sia la strada giusta verso una sostenibilità economica e ambientale ce lo dimostrano tutte quelle aziende che hanno fatto del riciclo un vero e proprio know-how. Nel panorama italiano, per esempio, Terravision Electric ha fatto del “ricellaggio” delle batterie uno dei suoi punti di forza per ottimizzare le risorse e, contemporaneamente, ridurre anche l’impatto ambientale generato dai prodotti esauriti. In parole semplici, infatti, il ricellaggio consiste nella sostituzione delle celle all’interno delle batterie, portandole così di nuovo a un corretto stato di salute. Ad oggi, la società si occupa di batterie per bici, monopattini, scooter e motori marini, ma con le sue attività Terravision Electric sta dimostrando che un mondo eco-friendly è davvero possibile, strizzando un occhio non solo all’ambiente, ma anche al portafoglio.

 

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