2 Febbraio 2026
/ 2.02.2026

Bei, 57 miliardi di euro per clima, ambiente e transizione

Nel 2025 la Banca europea degli investimenti ha raggiunto il livello record di nuovi finanziamenti a favore di progetti che includono la transizione verde. Questi fondi attireranno investimenti complessivi per circa 190 miliardi di euro

Il 2025 segna un passaggio chiave per la finanza climatica europea. Con 100 miliardi di euro di nuovi finanziamenti, la Banca europea degli investimenti (Bei) ha raggiunto il livello più alto di sempre, consolidando il proprio ruolo di motore pubblico della transizione ecologica. È la fotografia di una strategia che punta a trasformare gli obiettivi ambientali dell’Unione in investimenti reali, misurabili e diffusi sui territori.

Di questi 100 miliardi, 57 miliardi sono stati destinati direttamente a progetti per il clima e l’ambiente, pari a oltre la metà dell’intero portafoglio annuale. Una quota che conferma l’orientamento ormai strutturale della Bei verso la decarbonizzazione dell’economia europea, la riduzione delle emissioni e il rafforzamento della resilienza climatica. Secondo le stime dell’istituto, questo volume di finanziamenti pubblici è in grado di attivare investimenti complessivi per circa 190 miliardi di euro, grazie all’effetto leva su capitali privati e nazionali.

L’adattamento climatico

Una parte consistente delle risorse green è confluita nel settore energetico. Circa 11,6 miliardi di euro sono stati indirizzati a reti elettriche, accumuli e interconnessioni, un nodo cruciale per integrare quantità crescenti di rinnovabili e rendere il sistema più stabile e sicuro. Parallelamente, la Bei ha contribuito al finanziamento di una quota significativa della nuova capacità solare ed eolica installata nell’Unione europea, sostenendo anche grandi progetti offshore. Senza queste infrastrutture, la transizione rischia di restare uno slogan; con esse, diventa una leva concreta per ridurre la dipendenza dal gas e contenere i costi energetici.

Accanto all’energia, crescono gli investimenti legati all’adattamento climatico. Dalla gestione dell’acqua alla difesa del suolo, passando per infrastrutture più resistenti agli eventi estremi, la banca ha rafforzato un filone che negli ultimi anni era rimasto in secondo piano. Una scelta tutt’altro che teorica, se si considera l’aumento dei danni economici legati a siccità, alluvioni e ondate di calore in tutta Europa.

Italia tra i principali beneficiari

Nel quadro complessivo, l’Italia figura tra i principali beneficiari. Nel corso del 2025, al nostro Paese sono arrivati oltre 12 miliardi di euro di finanziamenti Bei, destinati soprattutto a transizione energetica, reti, mobilità sostenibile e filiere industriali innovative. Risorse che incidono in modo rilevante sul Pil nazionale e che, se accompagnate da capacità progettuale e tempi rapidi, possono rafforzare competitività e occupazione, oltre a ridurre l’impatto ambientale del sistema produttivo.

Non manca infine un capitolo dedicato alla natura. Circa 7,7 miliardi di euro sono stati indirizzati a biodiversità, agricoltura sostenibile e bioeconomia, mentre oltre 10 miliardi hanno sostenuto infrastrutture sociali come edilizia, sanità e istruzione. Per la Bei la transizione ecologica non è solo tecnologia, ma anche coesione sociale e tutela dei territori.

La finanza pubblica europea sta dunque cercando di colmare il divario tra ambizioni climatiche e realtà economica, mettendo in campo risorse senza precedenti. Ma la partita resta aperta. I fondi ci sono, la direzione anche. Ora la sfida è trasformare miliardi di euro in progetti efficaci, evitando ritardi, frammentazioni e scelte incoerenti.

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