4 Febbraio 2026
/ 4.02.2026

Cappella Sistina, il Giudizio universale torna sotto i ferri

Tre mesi di manutenzione per ridare luce al capolavoro di Michelangelo. Un telo ad alta definizione montato davanti ai ponteggi permetterà ai visitatori di cogliere l’immagine complessiva del luogo anche durante il restauro

È partito il più importante intervento conservativo sul Giudizio universale di Michelangelo dal 1994: da inizio febbraio i restauratori dei Musei Vaticani hanno montato i ponteggi in Cappella Sistina per una manutenzione straordinaria dell’affresco che decora la parete d’altare, operazione destinata a durare circa tre mesi.

L’opera – dipinta tra il 1536 e il 1541 dal sommo maestro toscano – non sarà isolata dalla vista dei visitatori e dei fedeli: la Cappella Sistina resterà aperta tutto il tempo e, durante i lavori, il muro del Giudizio sarà visibile nella sua totale immagine grazie a un telo ad alta definizione montato davanti ai ponteggi.

Perché intervenire?

A distanza di circa trent’anni dall’ultimo grande restauro, quello che portò alla rimozione di secoli di sporco ridando ai colori originali una straordinaria brillantezza, gli esperti vaticani hanno giudicato necessario un nuovo intervento conservativo.

Il laboratorio di restauro dei Musei Vaticani – struttura con competenze riconosciute a livello internazionale – ha evidenziato una velatura superficiale biancastra su parti dell’affresco, causata soprattutto dalla deposizione di microparticelle trasportate dai movimenti d’aria e dalla massa di visitatori che ogni anno affolla la Cappella. Questi depositi sottili, pur non essendo immediatamente distruttivi, attenuano contrasto e luminosità delle superfici pittoriche.

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, ha sottolineato che l’intervento è pensato come manutenzione preventiva e non invasiva: non si tratta di un nuovo “restauro completo”, ma di una pulitura accurata tramite metodi scientificamente controllati, frutto di conoscenze che si sono accumulate proprio in decenni di lavoro su questa mole gigantesca di superfici decorate.

Un cantiere a cielo aperto, ma senza chiusure

La decisione di tenere aperta la Cappella Sistina ai visitatori – pur con la presenza dei ponteggi – rispecchia una consapevolezza diffusa nel mondo dei beni culturali: un grande museo non può fermarsi, ma deve garantire sicurezza e tutela del patrimonio. L’installazione del telo con riproduzione permette di continuare ad ammirare l’opera, almeno visivamente, senza interrompere il flusso di milioni di persone che ogni anno salgono fino al Vaticano per guardare il capolavoro michelangiolesco.

Dal lato tecnico, la fase di pulitura interesserà la superficie pittorica eliminando la patina più recente accumulatasi negli ultimi decenni. Si lavorerà con strumenti e sostanze di precisione – non invasive, non aggressive – come già avviene ordinariamente per la tutela di opere murali antiche, ed è prevista una sorveglianza costante delle condizioni microclimatiche del locale per minimizzare future alterazioni.

Il capolavoro e la sua storia

Il Giudizio universale è l’ultimo grande lavoro di Michelangelo nella Cappella: dopo aver dipinto, tra il 1508 e il 1512, la volta con le scene della Genesi e le figure dei profeti e delle sibille (tra cui la celeberrima Creazione di Adamo), il maestro tornò più di vent’anni dopo per coprire l’intera parete d’altare con una visione poderosa della Seconda venuta di Cristo e del destino delle anime.

L’opera – con oltre 300 figure umane e angeliche – scatenò dibattiti già nei decenni successivi alla sua realizzazione. Per le nudità e per l’iconografia non convenzionale fu soggetta a censure e modifiche (come l’aggiunta di panneggi coprenti da parte di allievi e successori per rispondere alle esigenze della Controriforma).

Tra conservazione e lettura storica

Il “restauro del secolo” degli anni Ottanta e Novanta, diretto tra gli altri dal celebre restauratore Gianluigi Colalucci, aveva già messo in luce una cromia insospettata sotto strati secolari di fumo e polvere, modificando la percezione visiva pubblica dell’intera Cappella Sistina.

Oggi, queste operazioni di manutenzione straordinaria non solo hanno finalità tecniche, ma si inseriscono in un quadro più ampio di tutela culturale: si tratta di proteggere e trasmettere ai posteri la visione originale di Michelangelo con la massima fedeltà possibile, senza interferire con la fruizione pubblica del bene.

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