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Cronaca, Istruzione, Società

Cosa succede alle scuole del Centro-nord?

12.06.2024

L’abbandono scolastico implicito ed esplicito porta l’Italia a un tasso di dispersione pari al 10,5%. I paradigmi didattici devono abbandonare le prassi tradizionali e introdurre metodologie innovative che prevedono l’adeguamento degli insegnanti, maggiore coinvolgimento delle famiglie e stimolanti progetti extracurricolari. Arriva l’Agenda Nord.

“Agenda Nord” è un nuovo pacchetto di azioni presentato a fine maggio dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. L’obiettivo è il contrasto alla dispersione scolastica, implicita ed esplicita, all’interno di aree urbane periferiche e di contesti difficili, nelle regioni del Nord e del Centro Italia. Saranno coinvolte in tutto circa tremila scuole, sia primarie, sia secondarie di primo e secondo grado. La scelta delle scuole in stato di “emergenza” spetta all’ente di ricerca INVALSI, che analizza i dati relativi a quattro macro-aspetti: la dispersione scolastica, l’abbandono in corso d’anno, la fragilità nei risultati di apprendimento, il contesto socioeconomico. L’investimento previsto è pari a 220 milioni di euro, così ripartiti: 34,3 milioni alle scuole primarie e secondarie di I e II grado, 165,7 milioni a oltre duemila scuole primarie, 20 milioni per la realizzazione di progetti pilota da sviluppare in contesti di forte disagio educativo.

La dispersione scolastica è il fenomeno di abbandono precoce degli studi da parte dei giovani. In Italia il tasso di dispersione riguarda il 10,5% degli studenti e delle studentesse (dati Eurostat). È un numero in calo rispetto al passato (nel 2015 si aggirava intorno al 15%), ma è ancora al di sopra della media europea, che è del 9% circa. Il fenomeno è noto anche come dispersione “esplicita” e va distinto dalla dispersione “implicita”, meno evidente della prima, ma preoccupante allo stesso modo. Essa indica il completamento del percorso di studi con un livello inadeguato di competenze e conoscenze, vuol dire che non tutti gli studenti e le studentesse che conseguono il titolo di studi raggiungono dei livelli di apprendimento sufficienti previsti dal percorso scolastico, nelle diverse discipline. Anche in questo caso, nell’ultimo anno c’è stato un calo, anche se molto lieve: dal 9,7% del 2022 siamo passati all’8,7% nel 2023 (Rapporto INVALSI).

Lo sviluppo e la messa in opera delle misure previste da “Agenda Nord” poggiano su alcuni punti. L’esperienza scolastica ha al centro gli studenti e le studentesse; quindi, si promuove una personalizzazione del percorso scolastico e la realizzazione di attività di orientamento e tutoraggio. I paradigmi didattici devono abbandonare i metodi e gli strumenti tradizionali e introdurre metodologie innovative, che prevedano anche un’adeguata formazione per gli insegnanti. La scuola, come istituzione educativa e culturale attiva sul territorio, deve essere un punto di riferimento non solo per gli studenti, ma anche per le famiglie, e dunque vanno elaborati anche dei programmi che possano coinvolgerle. Per disincentivare l’abbandono scolastico, bisogna puntare sulla promozione del tempo pieno con progetti extracurricolari, favorire le attività teatrali, musicali e sportive, realizzare dei progetti speciali da attivare nei contesti locali, con l’obiettivo di promuovere le risorse e potenziare le competenze.

Il piano d’azione condivide molti aspetti con “Agenda Sud”, iniziativa intrapresa già lo scorso anno e rivolta alle scuole del Meridione, dove l’abbandono scolastico resta un problema sociale considerevole. La decisione di realizzare un progetto simile nelle scuole periferiche del centro-nord scaturisce, come spiegato dal Ministro Valditara, dalla constatazione che in molti di questi contesti i tassi di dispersione sono molto alti e toccano percentuali vicine a quelle del sud: «dobbiamo sviluppare una politica che metta tutti i giovani in condizione di avere pari opportunità formative, a prescindere dal luogo in cui sono nati. Agenda Nord è parte essenziale di questo grande progetto per superare i divari e riunire il Paese».

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