Il binomio tra arte e scienza si fa spazio nel cuore di Milano per affrontare una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo: l’inquinamento da plastica. Il Museo di Storia Naturale, in collaborazione con Marevivo, presenta “Dentro la metamorfosi”, un’installazione immersiva firmata dall’artista e architetto Maria Cristina Finucci.
Curata da Marcello Farabegoli, la mostra non è solo un’esposizione, ma un invito profondo a riflettere sullo stato di salute degli oceani, oggi gravemente compromesso da modelli di sviluppo insostenibili. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso una trasformazione inquietante: il passaggio degli ecosistemi marini da culle della vita a immensi depositi di rifiuti.
L’installazione si snoda attraverso una sequenza di stanze luminose e gonfiabili. Qui, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, l’artista ha creato immagini che simulano il processo di frammentazione della plastica in mare e la sua successiva, drammatica ricomposizione. È un dialogo serrato tra innovazione e denuncia, volto a scuotere le nostre abitudini di consumo e a stimolare una responsabilità collettiva.
Combattere la plastica e rigenerare
La mostra riveste un’importanza strategica per le istituzioni milanesi. L’esposizione inaugura infatti “TRACCE“, il primo dei quattro nuclei tematici di un progetto multidisciplinare quadriennale promosso dai principali istituti scientifici della città (Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario). L’obiettivo è ambizioso: osservare i segni lasciati dallo sfruttamento ambientale per riflettere concretamente sulle possibilità di rigenerazione.
Promossa dal Comune di Milano e sostenuta dalla Fondazione Hillary Merkus Recordati, l’opera della Finucci si inserisce inoltre nel prestigioso calendario della Milano Art Week (13-19 aprile 2026). In concomitanza con miart, l’intera città si trasformerà in un palcoscenico diffuso, dove “Dentro la metamorfosi” rappresenterà un punto di riferimento per chi cerca nell’arte uno strumento di impegno civile.
Invertire la rotta è possibile: le date della mostra
Il messaggio finale della mostra, in programma dal 14 aprile al 8 novembre, è un richiamo alla speranza e all’azione. Definendosi come uno spazio di responsabilità condivisa, l’installazione sottolinea che oggi l’umanità possiede le conoscenze scientifiche e le tecnologie necessarie per cambiare direzione. Arte e scienza si fondono così in una trasformazione culturale necessaria per tutelare il futuro del nostro mare.
