C’è un filo diretto che tiene assieme il no dell’Italia e il sì di Parigi. A Parigi ha vinto Emmanuel Grégoire, l’erede politico della sindaca socialista Anne Hidalgo che ha cambiato il volto della capitale francese inondando Parigi di piste ciclabili, facendo salire del 240% l’uso quotidiano della bici in 5 anni, togliendo auto e aggiungendo alberi. In Italiail colpo di mano contro la Carta costituzionale tentato dal governo Meloni è stato fermato dal voto dei giovani e delle città. Il no ha stravinto nelle città portando ai seggi un numero straordinario di elettori e quasi due giovani su tre hanno scelto di dare un segnale per il cambiamento: vogliono un Paese che difenda la loro necessità di un futuro che non può passare per i bombardamenti dei pozzi petroliferi e dei diritti di base.
In realtà le scelte politiche e quelle energetiche sono strettamente intrecciate. Il mondo fossile può trascinarci indietro, verso gli scenari della prima metà del Novecento. E la resistenza della vecchia economia prova a frenare la nuova che guadagna terreno giorno dopo giorno. Il governo Meloni ha scommesso su Trump quando ci stava portando al terremoto dei dazi e al disastro dell’Iran; e sulla difesa a catenaccio delle vecchie auto quando a livello globale l’avanzata dell’elettrico, dello sharing, dell’intermodalità urbana non è arrestabile.
Ora arriva netta la richiesta di cambiamento. Che non è solo un cambiamento politico, ma del modo di stare assieme, di nuove forme di solidarietà al posto delle sicurezze svanite, di diritti antichi che emergono in veste diversa. L’attenzione alla salute delle persone e delle comunità, dell’ambiente e delle relazioni è la molla che ha spinto al colpo di freno contro un governo che sta progressivamente indebolendo la libertà d’espressione, la qualità della democrazia, la sicurezza dell’ambiente.
Il no deve diventare un sì. E qui comincia la parte più difficile perché l’opposizione è di fronte a un bivio. Può dividersi in fazioni convinte di possedere la verità assolutae di doverla difendere a ogni costo. O può accettare una diversità di opinioni avendo in comune la convergenza su un programma basato su pochi punti legati ai valori della Costituzione: la difesa del diritto al lavoro, alla salute, a un ambiente sicuro e il ripudio della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
