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Dl elezioni in Aula, Lega ripropone emendamento per terzo mandato

13.03.2024

Pd chiede stralcio della norma sui mandati dei sindaci piccoli Comuni

Roma, 13 mar. (askanews) – Sono 44 gli emendamenti depositati per l’aula del Senato sul ddl di conversione del decreto elezioni. Alcuni sono stati presentati da gruppi di maggioranza (tre FdI, due Lega, uno FI) ma la gran parte sono espressione di proposte delle opposizioni, più numerose dal M5S (11), 8 dal Pd, 6 da AVS e da Azione.

La Lega, come annunciato, ha ripresentato quello che se approvato introdurrebbe la possibilità di svolgere tre mandati per i presidenti della Giunta regionale. Proposta già bocciata in Commissione e sulla quale il governo si è rimesso al voto dell’Aula. La proposta di modifica interviene sulla previsione, contenuta all’articolo 2, comma 1, lettera f), della legge 2 luglio 2004, n. 165, che nell’attuale versione prescrive la “non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto”. Nell’emendamento della Lega si propone di sostituire le parole: “secondo mandato” con le parole “terzo mandato”. “Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano con riferimento ai mandati successivi alle elezioni effettuate dopo la data di entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione”, precisa ancora l’emendamento leghista, che quindi azzera i precedenti mandati e consentirebbe a qualche presidente uscente, quindi, di arrivare a quattro e più mandati consecutivi.

Il Pd ha presentato anche una proposta di stralcio della norma che abolisce il limite dei mandati per i sindaci dei Comuni fino a 5000 abitanti e modifica il limite dei mandati, elevandoli a tre, per i primi cittadini dei Comuni fino a 15mila abitanti.

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