11 Marzo 2026
/ 11.03.2026

Emmsì, il custode venuto dalla Luna

Alla FrancoAngeli Academy di Milano una mostra racconta come il personaggio creato dall’illustratoreFabrizio Chierichettidiventa strumento di educazione ambientale

Un piccolo essere caduto dalla Luna che finisce nel lago di Como e scopre che l’acqua non è solo paesaggio: è vita, equilibrio, responsabilità. Parte da qui “Emmsì – Il Guardiano delle Acque“, la mostra ospitata negli spazi della FrancoAngeli Academy di Milano (quartiere Bicocca), che dal 23 al 27 marzo racconta l’evoluzione artistica e narrativa del personaggio creato dall’illustratore Fabrizio Chierichetti, in arte Pabryoda.

Il progetto mette insieme arte, narrazione e divulgazione ambientale, con l’ambizione – dichiarata – di parlare soprattutto ai più giovani. Un obiettivo che oggi suona tutt’altro che secondario: secondo i dati ONU, circa 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso sicuro all’acqua potabile.

Un personaggio che cresce insieme al suo ecosistema

Il percorso espositivo segue la trasformazione di Emmsì nel tempo. All’inizio è una creatura quasi spaesata: un personaggio lunare che osserva la Terra con stupore. Poi, pagina dopo pagina, illustrazione dopo illustrazione, il suo sguardo cambia.

L’incontro con il lago di Como diventa una lente attraverso cui scoprire l’equilibrio fragile degli ecosistemi acquatici. L’acqua smette di essere sfondo scenografico e diventa protagonista. Così Emmsì evolve: da visitatore curioso a custode simbolico dell’ambiente.

Questa traiettoria narrativa è raccontata anche nel libro “Il viaggio di Emmsì”, firmato da Chierichetti insieme a Luigi Sabadini. Il volume accompagna la mostra e rappresenta il focus educativo del progetto: una storia pensata per introdurre bambini e ragazzi ai temi della tutela dell’acqua attraverso il linguaggio della fiaba illustrata.

Arte, gioco e sostenibilità

Durante i giorni dell’esposizione non ci saranno soltanto stampe e illustrazioni: il progetto Lario Moon, presentato durante l’inaugurazione del 20 marzo, prevede anche attività didattiche, laboratori e momenti di gioco.

L’idea è quella di trasformare la curiosità in consapevolezza. Le immagini diventano così uno strumento per raccontare il ciclo dell’acqua, la biodiversità lacustre e le pressioni ambientali che minacciano questi ecosistemi.

Un approccio che intercetta una tendenza crescente nella comunicazione ambientale: usare linguaggi creativi – dall’illustrazione alla narrativa – per rendere accessibili temi scientifici complessi.

Raccontare l’acqua, oggi

In un Paese come l’Italia, dove laghi e fiumi rappresentano patrimonio naturale e risorsa economica, parlare di acqua significa anche parlare di futuro. Siccità più frequenti, stress idrico e cambiamenti climatici stanno trasformando il rapporto tra territorio e risorse naturali.

In questo scenario, iniziative culturali come quella dedicata a Emmsì mostrano come la sensibilizzazione possa passare anche dall’arte, attraverso delle storie.A volte basta un personaggio immaginario – arrivato dalla Luna – per ricordarci quanto sia terrestre la responsabilità di proteggere ciò che abbiamo.

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