L’anno si apre con un segnale poco incoraggiante per l’industria automobilistica europea. A gennaio le immatricolazioni di auto nuove nell’Unione europea segnano una flessione del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025, con circa 800 mila vetture registrate. Un arretramento che riflette una domanda ancora prudente, condizionata da tassi elevati, listini impegnativi e incertezza economica. I dati vengono dall’ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association).
La frenata non è omogenea. Tra i principali mercati, la Germania e la Francia chiudono il mese in territorio negativo, con cali nell’ordine del 6–7%. L’Italia, invece, si muove in controtendenza e registra una crescita superiore al 6%, sostenuta soprattutto dai segmenti elettrificati. Dinamiche diverse che raccontano un’Europa a più velocità, dove incentivi, fiscalità e fiducia dei consumatori fanno la differenza.
Benzina e diesel sotto il 40%
Dentro il dato complessivo in rosso emerge però una traiettoria netta. Le auto elettriche a batteria (BEV) aumentano le immatricolazioni e portano la loro quota al 19,3% del mercato UE, in deciso progresso rispetto al 14,9% di un anno fa. In valori assoluti significa oltre 150 mila auto elettriche consegnate nel solo mese di gennaio. Anche le ibride (HEV) consolidano il loro ruolo, arrivando a coprire circa il 30% del mercato, mentre le plug-in (PHEV) si attestano attorno all’8%.
Il risultato è un mix sempre più orientato verso tecnologie a basse emissioni: quasi 6 auto nuove su 10 immatricolate a gennaio in Europa hanno una qualche forma di elettrificazione. Parallelamente, benzina e diesel continuano a perdere peso, scendendo complessivamente sotto il 40%.
Due storie parallele
La trasformazione si riflette anche negli equilibri competitivi. I costruttori tradizionali difendono le posizioni, ma la pressione cresce. Alcuni marchi specializzati nell’elettrico mostrano espansioni a doppia cifra, mentre altri registrano battute d’arresto. Il confronto si gioca su prezzi, autonomia, software e servizi di ricarica, oltre che sul design.
Il rallentamento di gennaio, quindi, racconta due storie parallele. Da una parte la cautela degli acquirenti, che rimandano decisioni importanti. Dall’altra un cambiamento strutturale che procede: la quota elettrica cresce, le ibride restano centrali e la transizione energetica dell’auto continua a guadagnare terreno. I prossimi mesi diranno se il mercato ritroverà slancio. Ma una tendenza appare chiara: mentre le vendite oscillano, l’elettrificazione non sembra intenzionata a fermarsi.
