Dal 1° aprile Firenze spegne i monopattini elettrici in sharing. Dopo anni in cui i monopattini sono stati presentati come simbolo di mobilità green e alternativa agile all’auto privata, l’amministrazione fiorentina ha scelto di chiudere l’esperienza del noleggio diffuso. Una decisione destinata a far discutere ben oltre i confini cittadini e che segna una svolta nel dibattito sulla micromobilità.
Arrivati nel 2020, nel pieno della corsa europea alla micromobilità, i monopattini avevano promesso spostamenti rapidi, flessibili e sostenibili. Per molti utenti sono stati effettivamente un mezzo pratico, soprattutto negli spostamenti brevi. Con il tempo, però, accanto ai vantaggi sono emerse criticità sempre più evidenti: incidenti, comportamenti pericolosi, difficoltà nei controlli e una gestione spesso problematica della sosta.
Le città europee che hanno già detto stop
Il quadro dei problemi non riguarda solo Firenze. In tutta Europa l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a valutazioni più caute. La prima grande capitale a fare marcia indietro è stata Parigi, che nel 2023 ha vietato i monopattini elettrici in sharing dopo un referendum cittadino in cui la larga maggioranza dei votanti si espresse contro il servizio. A seguire Madrid, che ha adottato una decisione analoga, mentre Praga ha scelto una strada più indiretta ma altrettanto efficace: il divieto di parcheggio dei monopattini condivisi nel centro storico, misura che ha di fatto reso impraticabile il servizio.
Segnali di una tendenza che ora trova un primo caso anche in Italia.
Ad accelerare la decisione fiorentina ha contribuito il nuovo Codice della strada. L’introduzione dell’obbligo di casco anche per i mezzi a noleggio ha reso più complesso garantire il rispetto delle norme in un sistema basato su utilizzo rapido e accesso immediato. Secondo Palazzo Vecchio, il rischio era quello di una violazione diffusa e difficilmente controllabile delle regole.
A questo si aggiungono problemi ben noti: parcheggi irregolari, circolazione contromano, utilizzo sui marciapiedi. Un mix che ha alimentato proteste e segnalazioni da parte dei cittadini.
Incidenti e sicurezza urbana
Il tema della sicurezza è centrale. I monopattini, pur essendo mezzi leggeri, si sono rivelati vulnerabili negli incidenti e potenzialmente pericolosi per pedoni e categorie fragili quando utilizzati male o parcheggiati in modo scorretto. Associazioni che rappresentano persone con disabilità visive hanno più volte denunciato i rischi legati alla sosta selvaggia, descrivendo i mezzi abbandonati sui marciapiedi come veri ostacoli urbani.
Le aziende del settore contestano lo stop, sostenendo che il servizio avrebbe potuto essere migliorato attraverso regole più stringenti su sosta e velocità. La società che gestiva il noleggio a Firenze ha tentato la via del ricorso amministrativo, senza successo. Il confronto tra amministrazioni e operatori resta aperto e riflette una tensione più ampia tra innovazione tecnologica e regolazione dello spazio pubblico.
Non solo Firenze: le difficoltà nelle città italiane
Le criticità emerse in Toscana non sono isolate. A Roma il tema della sosta irregolare continua a generare polemiche, con episodi di sospensioni temporanee e sanzioni agli operatori. A Torino associazioni di categoria e rappresentanze di cittadini hanno chiesto restrizioni più severe. Anche a Milano, dove il servizio resta attivo, non mancano proteste per i mezzi lasciati in aree sensibili o ad alta densità pedonale.Situazioni che mostrano come la gestione dei monopattini condivisi resti una questione complessa.
A influenzare il futuro del settore non sono solo le scelte politiche. Le società di sharing registrano già un calo significativo dei noleggi, stimato intorno al 30% dopo l’introduzione dell’obbligo di casco. Una flessione che potrebbe accentuarsi con l’arrivo dei decreti attuativi su assicurazione e sistemi identificativi.
Il risultato è un cambio di scenario: da simbolo della mobilità del futuro a servizio sotto revisione.
Quale mobilità sostenibile
La decisione fiorentina riapre una domanda di fondo: quale equilibrio tra sicurezza, innovazione e qualità dello spazio urbano? I monopattini hanno ampliato l’offerta di mobilità leggera, ma hanno anche evidenziato limiti infrastrutturali e culturali. La sfida, per le città italiane, sarà integrare le nuove tecnologie senza sacrificare ordine, sicurezza e accessibilità. Interessante ad esempio la proposta di Firenze di rilanciare l’offerta delle bici in sharing come alternativa ai monopattini.
Intanto Firenze fa da apripista. E il dibattito, c’è da scommetterci, è appena cominciato.
