Milano prova a rimettere in fila la sua storia verde partendo da uno dei suoi assi più eleganti e dimenticati. Via Marina e la passeggiata dei Boschetti, il corridoio alberato che unisce i Giardini Pubblici Indro Montanelli a via Senato, saranno oggetto di una riqualificazione profonda. Un intervento che promette di restituire continuità paesaggistica e qualità ecologica a uno spazio nato come luogo di passeggio e finito negli anni schiacciato tra traffico e sosta.
Il progetto è frutto della collaborazione tra il Comune, il Consorzio Poliedra del Politecnico di Milano per la consulenza specialistica e MM S.p.A. per la progettazione esecutiva e la realizzazione della prima fase. L’occasione è arrivata dopo il nubifragio del 2023, che aveva messo in ginocchio il patrimonio arboreo cittadino e mostrato con brutalità quanto siano fragili gli spazi verdi quando vengono compressi dall’asfalto.
La prima fase dei lavori
Il cuore dell’intervento è la ricostruzione del boschetto di tigli, elemento identitario della passeggiata storica. Ma il dato forse più significativo è un altro: 4 mila metri quadrati di superfici impermeabili verranno depavimentati e trasformati in aree verdi e drenanti. In una città che soffre sempre più spesso allagamenti lampo e isole di calore, togliere cemento non è solo una scelta estetica, è un’operazione di adattamento climatico. Più suolo permeabile significa maggiore capacità di assorbire le piogge intense e meno acqua che corre in strada cercando uno sfogo.
La prima fase dei lavori è partita a fine febbraio nel tratto tra via Senato e l’Obelisco del Bottonuto. Sono previste nuove piantumazioni, sistemi di irrigazione più efficienti e un’illuminazione ripensata per migliorare sicurezza e fruibilità nelle ore serali. L’obiettivo dichiarato dall’assessorato al Verde è chiaro: restituire alla città l’antica passeggiata che collegava il centro ai giardini, recuperando l’impianto originario disegnato da Giuseppe Piermarini, lo stesso architetto che firmò la Scala.
I parcheggi nervo scoperto
Naturalmente, ogni operazione di questo tipo tocca un nervo scoperto: i parcheggi. Molti posti auto, spesso utilizzati in modo irregolare, verranno eliminati. Non tutti, almeno per ora. È il compromesso che accompagna quasi ogni trasformazione urbana milanese: si avanza verso più verde e meno traffico, ma senza strappi radicali. Con buona pace del disegno settecentesco e di chi immaginerebbe un viale finalmente libero dalle lamiere.
Il senso dell’intervento, però, va oltre la somma delle opere previste. I Boschetti sono un tassello strategico nel sistema verde che collega il centro storico al quadrante nord-est. Riqualificarli significa rafforzare un corridoio ecologico urbano, migliorare la qualità dell’aria lungo un asse trafficato e restituire continuità a uno spazio che può tornare a essere luogo di incontro e non solo di attraversamento.
La sfida più delicata
Milano negli ultimi anni ha moltiplicato gli annunci sul verde: nuove piantumazioni, forestazione urbana, piazze scolastiche depavimentate. Qui la sfida è più delicata perché si interviene su un luogo storico, dove la dimensione paesaggistica dialoga con quella monumentale. Se il progetto manterrà le promesse, via Marina potrà tornare a essere ciò che era nata per essere: una passeggiata alberata nel cuore della città, non un parcheggio lineare con qualche albero superstite a fare ombra alle auto.
La partita, come sempre, si giocherà sulla qualità dell’esecuzione e sulla manutenzione nel tempo. Perché piantare è relativamente facile; far crescere e curare un boschetto urbano è un impegno che dura decenni. Milano ha deciso di provarci.
