2 Febbraio 2026
/ 2.02.2026

Il bio italiano corre: numeri da record

Nel 2025 il mercato interno del biologico ha raggiunto un valore di circa 5,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 6,2% rispetto all’anno precedente. Un ritmo nettamente superiore a quello dell’intero comparto agroalimentare

Il biologico italiano continua a correre e lo fa con numeri record. Nel 2025 il mercato interno ha raggiunto un valore di circa 5,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 6,2% rispetto all’anno precedente. Un ritmo nettamente superiore a quello dell’intero comparto agroalimentare, che conferma come il bio sia diventato una componente importante del sistema alimentare italiano.

Più di 2,5 milioni di ettari

A sostenere questa espansione è una base produttiva ormai solida. L’Italia può contare su oltre 2,5 milioni di ettari coltivati secondo il metodo biologico, più di un quinto della superficie agricola nazionale. Una quota che colloca il nostro Paese ai vertici europei e che racconta una trasformazione profonda dell’agricoltura, sempre più orientata a pratiche che tutelano suolo, biodiversità e qualità delle produzioni.

Sul fronte dei consumi, la grande distribuzione resta il principale canale di acquisto, con volumi in crescita costante. Il biologico è ormai stabilmente presente sugli scaffali dei supermercati, mentre continua ad ampliarsi l’offerta di prodotti trasformati, bevande e referenze pronte che intercettano nuovi stili di vita e abitudini alimentari. Accanto a questo, il consumo fuori casa – tra ristorazione, mense e catering – rappresenta una leva sempre più rilevante, contribuendo a diffondere il bio anche tra chi non lo cerca esplicitamente.

Quasi 4 miliardi di export

Un altro tassello fondamentale è rappresentato dall’export. Il biologico Made in Italy continua a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, dove qualità, tracciabilità e legame con i territori sono fattori sempre più apprezzati. Le vendite all’estero hanno raggiunto valori prossimi ai 4 miliardi di euro, confermando il bio come una delle punte avanzate dell’agroalimentare italiano nel mondo.

“Oggi il biologico non è solo una scelta di consumo, ma un patto di fiducia tra agricoltori, imprese, ristorazione e cittadini”, commenta Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. “Unisce tradizione e innovazione per costruire un domani più equo e sostenibile, proponendosi come modello di sviluppo per l’intero comparto agroalimentare italiano”. Una visione che sottolinea come il bio non riguardi solo cosa arriva nel piatto, ma il modo in cui si organizzano le filiere, si valorizzano i territori e si redistribuisce il valore lungo la catena produttiva.

Resta però una sfida aperta. Nonostante la crescita, il biologico rappresenta ancora una quota minoritaria dei consumi complessivi e deve confrontarsi con prezzi, accessibilità e comunicazione. La partita si gioca ora sulla capacità di rendere il bio sempre più vicino alla quotidianità dei cittadini.

Il 2025 conferma dunque un trend positivo e maturo: il biologico italiano cresce, si diversifica e rafforza la propria credibilità. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa crescita in un cambiamento strutturale, capace di tenere insieme sostenibilità ambientale, solidità economica e fiducia dei consumatori.

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