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Il Fuorisalone 2024 accede all’innovazione dal portone Chinatown

24.03.2024

Il fenomeno migratorio trasforma lo storico Borgo degli Ortolani in una delle aree più vive e interessanti di Milano. Il progetto ZONA SARPI prevede tre poli inclusivi per valorizzare il volto multietnico e la coesione sociale nella città: laboratori dedicati al design, mostre e musei d’eccellenza.

Sarà installato un grande portone all’ingresso di Via Paolo Sarpi, a Milano, a simboleggiare la partecipazione del quartiere Chinatown al Fuorisalone 2024. Il progetto prende il nome ZONA SARPI, dalla via principale attorno a cui si sviluppa il quartiere, e coinvolge via Sarpi, il Centro Culturale Cinese, ADI Museo del Design e anche la Fabbrica del Vapore. «Ci troviamo in un quartiere ancora capace di esprimere autenticità grazie alla comunità multiculturale e sfaccettata che lo abita e ci lavora: ci impegniamo per mettere il design a servizio di questo contesto», è quanto dichiara il Direttore artistico Michele Brunello, architetto che vive in zona e fondatore di DONTSTOP Architettura. Dunque, autenticità, multiculturalità e collaborazione: gli aspetti su cui Brunello pone l’attenzione sono quelli propri del quartiere cinese di Milano, che resta un esempio di integrazione etnica e trasformazione urbana, oggetto di studi sociologici e geografici.

La storia della Chinatown di Milano coinvolge le aree di Via Bramante, Via Canonica e Via Sarpi, che prima erano note come lo storico Borgo degli Ortolani, e inizia all’incirca negli anni Venti del secolo scorso. Durante i primi decenni del ‘900 in tutte le principali città europee si assiste all’arrivo di piccole comunità cinesi: il fenomeno migratorio era motivato da ragioni economiche e lavorative. Anche quando i primi gruppi di uomini provenienti dalle province orientali della Cina raggiungono Milano e si insediano, inizialmente, in Via Canonica, sono spinti principalmente da interessi commerciali. Dagli anni ’80 in poi la comunità cinese si ingrandisce, le attività commerciali aumentano – soprattutto attività all’ingrosso – e sostituiscono i negozi locali presenti: lo spazio urbano del quartiere acquista sempre più un carattere multietnico.

Oggi Chinatown è tra le aree più vive e interessanti di tutta la città. Lungo le vie principali si alternano ristoranti e locali cinesi a negozi italiani e storiche botteghe, sono presenti sul territorio delle associazioni che collaborano con i residenti e i commercianti per promuovere iniziative sociali, culturali e artistiche. Ma non è sempre stato così. Durante il 2007 l’area è stata protagonista di tensioni e conflitti tra i commercianti cinesi e la popolazione italiana residente per ragioni legate all’esercizio delle attività lavorative. Un ulteriore momento importante è stato il biennio 2010-2011, quando Via Sarpi è diventata una zona pedonale. La pedonalizzazione della via ha generato tanto un cambiamento strutturale e morfologico urbano, quanto una rigenerazione culturale volta a valorizzare il volto multietnico della zona e la coesione sociale.

Durante la settimana del Fuorisalone, che si svolgerà dal 15 al 21 aprile, ZONA SARPI avrà tre poli principali. Il primo è quello di Via Sarpi e il Centro Culturale Cinese, spazi in cui si svolgeranno iniziative e laboratori dedicati al design. Il secondo polo è la Fabbrica del Vapore, che ospiterà la mostra “Changes, Know Now China”; il terzo polo è l’ADI Design Museum, in cui si troveranno prodotti industriali d’eccellenza sviluppati tra Cina e Occidente.

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