13 Aprile 2026
/ 13.04.2026

Il nibbio bianco torna in Italia: nuovi avvistamenti confermano l’espansione

In Emilia Romagna due piccoli di nibbio bianco hanno aperto gli occhi su suolo italiano nell'estate del 2024. Solo ora la notizia diventa pubblica, con la pubblicazione dello studio scientifico. E nel frattempo la specie è già stata avvistata anche in Toscana

Era il 15 agosto 2024 quando gli ornitologi dell’Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna (AsOER) di Imola stavano effettuando un monitoraggio di routine in una zona agricola al confine tra le province di Bologna, Ferrara e Modena. Due esemplari adulti di nibbio bianco Elanus caeruleus, rapace dall’inconfondibile piumaggio bianco e grigio e i grandi occhi rossi — stavano cacciando sui campi. L’ipotesi iniziale era banale: un movimento post-riproduttivo, magari animali di passaggio provenienti dalla Francia o dalla Penisola Iberica.

Poi qualcosa cambiò. Nei giorni successivi, gli esperti iniziarono a osservare lo “scambio della preda”: il maschio che trasferiva il cibo alla femmina in volo, comportamento tipico della fase riproduttiva nei rapaci. Il 26 agosto i due iniziarono a trasportare rami. Stavano costruendo un nido.

Il nido sulla rosa canina

Il 10 settembre, dopo settimane di osservazione discreta, gli ornitologi localizzarono il nido: su un cespuglio di rosa canina, a poco più di due metri da terra, in un’area recintata e abbandonata. All’interno, due piccoli di circa venti giorni. Le uova erano state deposte in luglio.

Da quel momento la sorveglianza si fece più attenta. Il 21 settembre i pulcini erano ben sviluppati, il 26 settembre provarono i primi voli, il 10 ottobre erano già capaci di seguire i genitori in caccia. La prima nidificazione documentata del nibbio bianco in Italia si era conclusa con successo.

Un successo non scontato: gli ornitologi si erano immediatamente attivati per limitare le attività venatorie nell’area e proteggere il sito. Senza quell’intervento tempestivo, i due giovani avrebbero avuto ben poche probabilità di involararsi indisturbati.

Dalla pianura padana alla Maremma

La notizia, tenuta riservata durante tutta la stagione riproduttiva, è diventata pubblica solo nell’aprile 2026 con la pubblicazione dello studio di Andrea Ravagnani, Fabio Gardosi e Alessio Farioli sulla rivista ornitologica Picus. Ma nel frattempo qualcosa si era già mosso.

Nel novembre 2025, il Parco della Maremma in Toscana era diventato meta di pellegrinaggio per birdwatcher e fotografi naturalisti da tutta Italia: un esemplare di nibbio bianco aveva scelto l’area protetta come dimora invernale. “Dal 2019 le osservazioni in Italia sono aumentate”, spiegava Francesco Pezzo, zoologo e consigliere del Parco, commentando l’arrivo. Per la Toscana era la sesta osservazione in assoluto.

Non è una nidificazione, ma è un ulteriore tassello in un quadro che si fa sempre più chiaro: il nibbio bianco sta esplorando sistematicamente il territorio italiano.

Una specie in marcia verso est

Il nibbio bianco è diffuso in Africa, nel subcontinente indiano e nella Penisola Iberica. In Spagna e Portogallo è presente stabilmente da decenni. Dagli anni Novanta ha iniziato a muoversi verso est, colonizzando la Francia meridionale. Da lì, negli ultimi anni, ha cominciato ad affacciarsi sull’Italia — prima come ospite accidentale, poi irregolare, ora, con la nidificazione dell’estate 2024, come potenziale nuova specie nidificante.

“La prima nidificazione in Italia del nibbio bianco era prevedibile considerando la sua espansione, ma è molto significativa”, ha dichiarato l’ornitologo Francesco Barberini. “È il segno di importanti modifiche ambientali e climatiche e delle efficaci capacità di adattamento di questa specie nomadica”.

Non si tratta necessariamente di una buona notizia in senso assoluto — i cambiamenti climatici che spingono le specie a ricollocarsi hanno conseguenze spesso pesanti sulla biodiversità complessiva. Ma il nibbio bianco è una specie adattabile, capace di sfruttare habitat agricoli che molti altri rapaci evitano, e la sua presenza può essere un indicatore prezioso della salute degli ecosistemi di pianura, troppo spesso ignorati nelle politiche di conservazione.

Quello che è certo è che la storia è solo all’inizio. La domanda non è più se il nibbio bianco tornerà a nidificare in Italia, ma dove e quando.

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