14 Giugno 2024
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Esteri, Sicurezza

Il supercomputer quantistico cinese che attaccò USA e UK

19.04.2024

Il “Big Yellow Taxi” colpì funzionari di alto livello negli USA e nel Regno Unito. Ancora oggi non si è ancora capito come gli hacker abbiano ottenuto la chiave per entrare nei dispositivi che conservano i file segretissimi dei governi.

Si chiama “Big Yellow Taxi” e, a dispetto del nome che ricorda un bel viaggio, potrebbe essere il protagonista della più grande minaccia alla sicurezza mondiale arrivata fin ora. La scoperta è stata di un funzionario della sicurezza informatica del Dipartimento di Stato USA, che mesi fa ha rilevato attività insolita sul sistema IT interno chiamato appunto “grande taxi giallo”. Fatta la segnalazione a Microsoft, è emerso che un gruppo di hacker cinesi, noto come Storm-0558, aveva compromesso le e-mail di centinaia di funzionari governativi statunitensi. Ed è scattato l’allarme.

Si è temuto, insomma, che la Cina avesse sviluppato un supercomputer quantistico in grado di violare tutte le crittografie occidentali: scoperto il 15 giugno dell’anno scorso, l’attacco ha colpito funzionari di alto livello negli USA e nel Regno Unito, e ancora oggi non si è ancora capito come gli hacker abbiano ottenuto la chiave per entrare nei dispositivi che conservano i file segretissimi dei governi. E il sospetto, alla fine, è che la Cina stia testando un supercomputer quantistico, capace di superare le barriere delle più moderne tecniche crittografiche. Diventando così impossibile da fermare. L’incidente ha sollevato dunque preoccupazioni sulla sicurezza informatica e ha messo in evidenza la necessità di sviluppare strategie per proteggere le informazioni sensibili da potenziali attacchi, soprattutto considerando il rapido sviluppo della tecnologia quantistica. Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno investendo risorse considerevoli nello studio della crittografia post-quantistica per contrastare questa minaccia emergente, ma non è ancora chiaro quanto tempo sarà necessario prima che possano essere utilizzati software efficaci per la decrittazione.

Secondo la società di consulenza McKinsey, Pechino ha destinato 15,3 miliardi di dollari per progetti di computazione avanzata e già nel 2020 gli scienziati cinesi avevano annunciato di aver raggiunto la “supremazia quantistica” risolvendo un problema fisico milioni di volte più velocemente di un supercomputer tradizionale. Eppure, secondo gli esperti, è ancora improbabile che l’episodio sia riferito a una tecnologia ancora in evoluzione: «Ci vorrebbero computer ancora più grandi di quelli che sono possibili per arrivare a un tale risultato» ha detto in tecnico di Universal Quantum al New York Time. Però la paura esiste: il rapporto governativo che è seguito all’hackeraggio ha puntato il dito su Microsoft, accusata di una “cascata di errori evitabili” nel periodo precedente all’incidente e di aver diffuso dichiarazioni pubbliche fuorvianti. Eppure, le indagini interne dell’azienda hanno escluso la possibilità che qualcuno all’interno abbia rubato la chiave utilizzata per hackerare il governo degli Stati Uniti. Resta il fatto che, nove mesi dopo, non c‘è ancora un perché e la paura che si possa aprire un nuovo fronte nella guerra cibernetica spaventa gli americani. E non solo loro.

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