24 Gennaio 2026
/ 23.01.2026

Il turismo accelera: le nuove mete che crescono più in fretta

Cresce soprattutto chi ha saputo intercettare nuovi flussi, investendo in accessibilità, promozione e offerta esperienziale. Distribuire i flussi rende il settore più resiliente e un po’ meno indigesto per i residenti

Il turismo mondiale non solo è tornato ai livelli pre-pandemia, ma ha anche cambiato mappa. A dirlo è un nuovo rapporto delle Nazioni Unite sul settore dei viaggi, che fotografa un biennio 2025-2026 di forte espansione e individua le destinazioni con i tassi di crescita più rapidi.

Nel 2024 gli arrivi internazionali hanno recuperato il terreno perso e nel 2025 la ripresa è diventata strutturale. Nel 2026 il trend continua, ma con una precisazione importante: non tutte le crescite raccontano la stessa storia. C’è chi registra balzi percentuali impressionanti e chi cresce in modo più graduale, ma su basi più solide e di lungo periodo.

Il caso Islanda: la crescita più forte in Europa

Secondo il rapporto ONU, l’Islanda è il Paese europeo che registra il maggiore incremento percentuale degli arrivi turistici. Un risultato legato a un rimbalzo molto marcato dopo la pandemia, alla forte attrattività dei paesaggi naturali e a una rete di collegamenti aerei che ha riportato rapidamente il Paese al centro dei flussi internazionali.

È una crescita rapida, favorita anche dal fatto che l’Islanda partiva da numeri assoluti più contenuti rispetto alle grandi destinazioni mediterranee. Un boom che conferma la forza del suo brand turistico, ma che pone anche interrogativi sulla capacità di gestione dei flussi in un territorio fragile e poco popolato.

L’Europa che cambia

Accanto ai casi di crescita percentuale più clamorosi, il rapporto mette in luce un’altra tendenza: l’emergere e il consolidarsi di destinazioni europee alternative, che intercettano nuovi flussi senza essere in cima alle classifiche dei record.

Il messaggio per l’Europa è chiaro: non vince solo chi segna i record, ma anche chi riesce a distribuire meglio i flussi e a rinnovare la propria offerta. Non a caso destinazioni già molto note, come Creta, continuano a crescere grazie all’allungamento della stagione turistica e alla diversificazione delle esperienze proposte.

Medio Oriente e Asia in spinta

Fuori dall’Europa, il rapporto segnala una forte accelerazione nel Medio Oriente, dove grandi investimenti in infrastrutture, eventi internazionali e nuovi hub aerei stanno trasformando l’area in una calamita per viaggiatori globali. Qui la crescita è trainata sia dal turismo leisure sia da quello business.

Anche diverse destinazioni asiatiche tornano a correre dopo riaperture più lente rispetto ad altre aree del mondo. Più voli, visti semplificati e una domanda internazionale che, dopo anni di viaggi “corti”, mostra una rinnovata voglia di mete lontane.

Meno quantità, più strategia

Un elemento chiave che emerge dal rapporto non è solo dove cresce il turismo, ma come cresce. Le destinazioni che performano meglio sono quelle che puntano su mercati emergenti, su una stagionalità più lunga per evitare i picchi e su prodotti diversificati che uniscono natura, cultura locale, gastronomia ed esperienze outdoor.

Distribuire i flussi non è solo una scelta ambientale o sociale: rende il settore più resiliente e, soprattutto, meno indigesto per chi nei territori ci vive tutto l’anno.

La lezione per il turismo europeo

L’Europa resta la regione più visitata al mondo, ma il rapporto Onu suona come un campanello d’allarme gentile. Il futuro non è solo difendere le posizioni acquisite o inseguire i record, ma reinventare il modo di crescere.

Il boom dell’Islanda mostra cosa può accadere quando la domanda esplode rapidamente; l’evoluzione di Paesi meno famosi racconta invece una crescita più progressiva, che punta su nuovi equilibri. Due traiettorie diverse per un turismo che cresce — sì — ma non ovunque allo stesso modo.

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