24 Gennaio 2026
/ 23.01.2026

In Piemonte l’arte entra nella ricetta medica

L’Asl To3 sperimenta la prescrizione sociale: visite museali e percorsi culturali affiancano i farmaci nella cura delle fragilità

Andare al museo diventa un atto sanitario scritto su una ricetta medica. Succede nell’Asl To3, dove la sperimentazione “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura” introduce ufficialmente la prescrizione sociale nella sanità territoriale, affiancando ai farmaci esperienze culturali strutturate e monitorate.

Il progetto piemontese consente ai medici di medicina generale di indicare, con ricetta bianca, visite museali, laboratori artistici e attività esperienziali come parte integrante del piano di cura. Non un invito simbolico, ma un percorso organizzato, prenotabile tramite Cup, accompagnato da personale sanitario e seguito da una valutazione clinica degli esiti.

Dalla sala d’attesa alle sale espositive

L’idea nasce dall’evoluzione di “Oulx: in arte salus” e si sviluppa attorno a due istituzioni culturali di primo piano: il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria. Luoghi che da anni lavorano sull’intreccio tra cultura, inclusione e salute, ora chiamati a svolgere un ruolo riconosciuto anche dal sistema sanitario.

L’obiettivo èspostare una parte della cura fuori dall’ambulatorio, in contesti capaci di stimolare relazioni, emozioni e partecipazione. Non a caso il progetto si inserisce nel modello di sanità di prossimità che troverà spazio nelle Case della comunità, superando una visione esclusivamente clinica della presa in carico.

La prescrizione sociale diventa pratica

Alla base dell’iniziativa c’è un lavoro multiprofessionale che coinvolge medici, infermieri, psicologi, operatori della promozione della salute, artisti, insegnanti e associazioni locali. Il Distretto Val Susa Val Sangone ha avuto un ruolo centrale nell’ideazione, trasformando anche il polo sanitario di Oulx in uno spazio d’arte permanente aperto al territorio.

I destinatari sono adulti e anziani soli, persone con fragilità psicologiche, disabilità intellettive lievi, patologie croniche o condizioni di vulnerabilità sociale. Dopo la prescrizione e la prenotazione, i pazienti partecipano alle attività in piccoli gruppi, accompagnati dall’équipe sanitaria. Al termine, è previsto un monitoraggio clinico per valutare i benefici.

Come riportato dal Corriere Torino, il direttore generale dell’Asl To3 Giovanni La Valle spiega che “con questo progetto la sanità territoriale si apre alla comunità e supera il modello tradizionale di cura, riconoscendo all’arte un ruolo attivo nei percorsi di salute”.

Arte, evidenze e salute pubblica

A legittimare questo progetto c’è anche il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2019, che analizza oltre tremila studi internazionali e riconosce alle arti un ruolo nella prevenzione, nel supporto psicologico, nella gestione delle malattie croniche e nel miglioramento della qualità della vita. Le esperienze culturali attivano processi cognitivi, emotivi e sociali che possono ridurre ansia, isolamento e forme di depressione lieve o moderata.

Muoversi, incontrarsi, abitare spazi di bellezza e significato ha un impatto che va oltre il singolo paziente, coinvolgendo comunità, città e istituzioni.

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