15 Gennaio 2026
/ 15.01.2026

In un caveau naturale a –50 gradi l’Antartide conserva la storia del clima

Alla stazione Concordia apre l’Ice Memory Sanctuary, il primo archivio che custodirà per secoli le carote dei ghiacciai montani in rapido ritiro

A cinque metri sotto la superficie dell’altopiano antartico, a una temperatura costante di circa –52 gradi, sono conservate le carote di ghiaccio estratte dai ghiacciai montani. È l’Ice Memory Sanctuary, inaugurato il 14 gennaio alla stazione italo-francese Concordia: il primo archivio progettato per custodire per secoli la memoria climatica intrappolata nel ghiaccio.

Dalle Alpi all’Antartide

Le prime due carote provengono dalle Alpi: una dal Col du Dôme sul Monte Bianco, perforata nel 2016, e l’altra dal Grand Combin, estratta nel 2025. Racchiudono gas atmosferici, aerosol, polveri e tracce di inquinanti: informazioni preziose per ricostruire la storia del clima fino a oggi.

Il viaggio fino all’Antartide è durato oltre cinquanta giorni. Le carote hanno attraversato il Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Pacifico e l’Oceano Meridionale a bordo della rompighiaccio italiana Laura Bassi, mantenute costantemente a –20 gradi sotto il controllo dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale e del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra). Il carico, di 1,7 tonnellate, è stato gestito con catena del freddo rigorosa, monitorando temperatura e integrità dei campioni. Dopo aver raggiunto la base Mario Zucchelli, un volo speciale reso possibile dall’Enea ha trasferito le carote fino a Concordia, a 3.233 metri di altitudine, senza riscaldamento della stiva, garantendo che il ghiaccio arrivasse intatto.

Un caveau scolpito nel ghiaccio

Il santuario è una grotta lunga 35 metri, alta e larga 5, scavata interamente nella neve compatta fino a nove metri di profondità. Non servono cemento, acciaio o impianti di refrigerazione: la conservazione è affidata alle condizioni naturali. La progettazione è stata curata dall’Unità Tecnica Antartica dell’Enea con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese (Ipev) e testata fin dalla campagna 2018-2019 per garantire la massima durata e minimizzare l’impatto ambientale, in linea con il Protocollo di Madrid. Le temperature costanti impediscono ogni alterazione dei campioni e l’archivio è stato approvato dal Sistema del Trattato Antartico (Atcm46).

Dal 2000, i ghiacciai montani hanno perso circa il 5% della loro massa globale, pari a oltre 9.000 miliardi di tonnellate di ghiaccio, con picchi regionali fino al 39%. Ogni carota raccolta è una testimonianza diretta di questo cambiamento e un archivio insostituibile per comprendere la storia del clima e le dinamiche future.

Un’eredità globale

“La nostra generazione è l’ultima in grado di salvare questi archivi”, ha sottolineato Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation. “Non si tratta solo di conservare ghiaccio: si tratta di lasciare un’eredità scientifica per chi verrà dopo di noi”. Carlo Barbante, vicepresidente della fondazione, ha aggiunto: “Salvaguardando gas atmosferici, aerosol e tracce di inquinanti, garantiamo che le future generazioni possano studiare condizioni climatiche che oggi non possiamo più osservare direttamente”.

Dal 2015 la Ice Memory Foundation ha già coordinato dieci campagne di perforazione a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. Nei prossimi anni, decine di altre carote provenienti da Ande, Pamir, Caucaso e altri ghiacciai raggiungeranno Concordia. Il patrimonio Ice Memory è concepito come bene comune globale, da gestire con criteri scientifici e trasparenza internazionale. Thomas Stocker, presidente della fondazione, ha sottolineato: “Affinché queste carote possano servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come patrimonio dell’umanità”.

L’archivio si inserisce nel contesto del Decennio d’Azione per le Scienze della Criosfera dell’Unesco (2025-2034), rafforzando la cooperazione internazionale e la ricerca a lungo termine, e rappresenta una risorsa cruciale per politiche climatiche basate su evidenze scientifiche.

L’Ice Memory Sanctuary è un baluardo della memoria del Pianeta. Ogni carota custodita racchiude informazioni che potrebbero scomparire per sempre se i ghiacciai continuano a ritirarsi. In questa grotta naturale, il passato del clima trova un rifugio sicuro, pronto a raccontare alle future generazioni la storia del nostro mondo prima che sia troppo tardi.

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