11 Febbraio 2026
/ 11.02.2026

La febbre d’Egitto conquista Roma

Alle Scuderie del Quirinale la mostra “Tesori dei Faraoni” supera le attese, registra numeri record e viene prorogata fino al 14 giugno 2026

Roma si scopre attraversata da una rinnovata passione per l’antico Egitto. La mostra “Tesori dei Faraoni, ospitata alle Scuderie del Quirinale, ha superato in poche settimane ogni previsione, trasformandosi in uno degli appuntamenti culturali più seguiti della stagione. Un successo costruito su numeri solidi, partecipazione diffusa e una proposta scientifica rigorosa, che ha portato gli organizzatori a prorogare l’apertura fino al 14 giugno 2026.

Numeri che confermano il fenomeno

In soli novanta giorni di apertura sono stati staccati 250.000 biglietti. Un flusso costante di presenze che non si è limitato alla semplice visita, ma ha testimoniato un reale interesse per la conoscenza: oltre 2.000 visite guidate sono andate esaurite, mentre circa 300 laboratori didattici hanno coinvolto scuole e famiglie, coniugando apprendimento e esperienza emotiva.

Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, la mostra presenta un percorso storico rigoroso, che attraversa millenni di civiltà senza semplificazioni, restituendo la complessità di un mondo spesso ridotto a icona.

La risposta del pubblico

Il progetto vede una rete di collaborazioni estese: ALES e MondoMostre hanno curato la produzione, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno dei ministeri italiani ed egiziani competenti e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino. Un modello di cooperazione culturale internazionale che valorizza il patrimonio condiviso.

Un modello per il futuro

La proroga suggerisce una riflessione più ampia sulle politiche culturali: investire in progetti di qualità, capaci di dialogare con pubblici diversi, produce risultati tangibili sia sul piano educativo che su quello della partecipazione. “Tesori dei Faraoni” dimostra che la divulgazione archeologica, quando affidata a competenze solide e a strumenti coinvolgenti, può generare interesse duraturo e coinvolgente.

L’estate 2026 sarà quindi segnata dall’Egitto a Roma: un richiamo che ha conquistato la città e che ora offre più tempo per essere esplorato, apprezzato e studiato.

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