25 Febbraio 2026
/ 24.02.2026

La sfida di Microsoft per fermare l’oblio digitale

Project Silica trasforma lastre di quarzo in archivi millenari: una rivoluzione tecnologica che punta a risolvere la fragilità dei supporti magnetici e l'insostenibilità dei data center

Mentre il mondo produce dati a un ritmo che raddoppia circa ogni tre anni, le tecnologie di archiviazione attuali — come gli hard disk e i nastri magnetici — mostrano limiti preoccupanti. Questi supporti hanno una vita utile che raramente supera il decennio, costringendo i grandi centri dati a cicli continui, costosi e inquinanti di sostituzione dei componenti per evitare che la nostra memoria digitale svanisca. In questo scenario, il team di Microsoft Research ha presentato su Nature i risultati di Project Silica, un sistema che utilizza il vetro come “quaderno tridimensionale” per conservare le informazioni per millenni.

La materia dell’eternità

Il vetro è stato scelto per la sua stabilità fisico-chimica. Rispetto al metallo o ai polimeri dei dischi tradizionali, il vetro al quarzo è quasi indistruttibile. Lo studio dimostra che questo materiale può resistere a temperature fino a 290 °C, all’umidità e alle interferenze elettromagnetiche che cancellerebbero istantaneamente un nastro magnetico. I test di invecchiamento accelerato indicano che, a temperatura ambiente, i dati potrebbero rimanere integri per oltre 10.000 anni. È un ribaltamento del paradigma del consumo: torniamo a un materiale antico che non richiede energia per mantenere intatta l’informazione una volta incisa.

Come si scrive nel vetro

La tecnologia si basa sulla scrittura laser a femtosecondi. Si tratta di impulsi luminosi ultra-brevi che agiscono direttamente all’interno del vetro. Il laser crea dei “voxel”, ovvero l’equivalente tridimensionale dei pixel che vediamo sugli schermi. Lo studio spiega che in una singola lastra quadrata di 12 centimetri, con uno spessore di soli 2 millimetri, i ricercatori sono riusciti a stipare 4,8 Terabyte di dati distribuendoli su 301 strati microscopici. Per dare un’idea della densità, è come concentrare la memoria di decine di smartphone in un oggetto che occupa un terzo del volume di un solo smartphone.

Il ruolo dell’IA

Se la resistenza nel tempo è il punto di forza, la velocità di scrittura resta la sfida principale per il futuro industriale. Scrivere nel vetro è un processo di precisione e siamo ancora lontani dalle prestazioni dei dischi rigidi moderni. Anche la lettura è diversa dal solito: non c’è una testina meccanica, ma un microscopio ad alta risoluzione che scansiona i voxel. Poiché leggere attraverso il vetro può generare distorsioni ottiche, il sistema utilizza reti neurali convoluzionali (CNN), un’intelligenza artificiale specializzata nel “pulire” le immagini catturate e ricostruire la sequenza originale di bit senza errori.

Un futuro per i dati freddi

Project Silica non sostituirà i dispositivi che portiamo in tasca, ma cambierà il volto del cloud. Per i costi e la complessità dei laser, questa tecnologia è destinata ai cosiddetti “dati freddi”: archivi storici, registri medici, codici sorgente o patrimoni culturali che non consultiamo ogni giorno ma che dobbiamo preservare per secoli. L’impatto ambientale è il vantaggio finale: con un’efficienza di soli 10,1 nanojoule per bit e l’assenza di necessità di raffreddamento costante, il vetro renderà i data center del futuro radicalmente più sostenibili, garantendo che la conoscenza non vada perduta in un rapido oblio digitale.

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