26 Febbraio 2026
/ 26.02.2026

La Voie Bleue, 700 chilometri di futuro: il grande viaggio europeo in bicicletta tra fiumi, villaggi e cultura

Dalla Lorena a Lione lungo Mosella e Saona: il percorso premiato come migliore pista ciclabile europea 2026 racconta una nuova idea di turismo lento

Pedalare oggi significa scegliere. Scegliere tempi più umani, paesaggi autentici, incontri che non si consumano in un clic. E scegliere, sempre più spesso, un modo diverso di viaggiare. In questo scenario si inserisce la Voie Bleue, 700 chilometri di ciclovia fluviale che collegano il confine con il Lussemburgo a Lione, da poco incoronata “Pista ciclabile europea dell’anno 2026“.

Il tracciato segue il corso della Mosella, del Canal des Vosges e della Saona, disegnando una linea continua tra borghi, vigneti e città storiche. Un viaggio che, come ha scritto la giuria del premio, “mostra la Francia al suo meglio“, alternando grandi centri culturali a lunghi tratti immersi nel silenzio.

Un’infrastruttura pensata per tutti

Uno dei segreti della Voie Bleue è la sua accessibilità. Circa l’80% del percorso corre su piste ciclabili dedicate, lontane dal traffico, spesso ricavate da vecchie alzaie e greenway. Il profilo è quasi interamente pianeggiante e la segnaletica è continua: una combinazione che rende l’itinerario adatto anche a chi affronta per la prima volta un viaggio di più giorni in bicicletta.

Qui il cicloturismo smette di essere una nicchia sportiva e diventa esperienza diffusa. Famiglie, viaggiatori solitari, over 60 e gruppi di amici trovano lo stesso spazio, con servizi calibrati sulle loro esigenze: punti di ristoro, stazioni di riparazione, alloggi bike-friendly, collegamenti ferroviari per tappe modulabili.

Città d’arte, vigneti e borghi da scoprire

Il percorso tocca luoghi che da soli valgono il viaggio. Metz e Nancy sono due esempi di come la bicicletta possa diventare chiave d’accesso a patrimoni urbani spesso soffocati dal traffico. A Nancy, la scenografica Place Stanislas, patrimonio Unesco, si raggiunge pedalando tra viali alberati; a Metz la cattedrale gotica si riflette nella Mosella, offrendo uno dei panorami più suggestivi dell’intero itinerario.

Scendendo verso sud, il paesaggio cambia: le colline della Borgogna si aprono su vigneti storici, mercati locali e cantine che invitano a rallentare. Quattro grandi aree vitivinicole Aoc punteggiano il tracciato, trasformando ogni sosta in un racconto di territorio.

Turismo lento

La Voie Bleue è un laboratorio di turismo sostenibile. I flussi si distribuiscono lungo centinaia di chilometri, riducendo la pressione sui centri più affollati e portando valore economico in aree rurali spesso marginali. Ogni villaggio diventa tappa, ogni bar una piccola stazione di scambio, ogni mercato un punto d’incontro.

Qui la bicicletta è un motore di rigenerazione. Incentiva la mobilità dolce, riduce le emissioni, crea nuove professionalità legate all’accoglienza. E, soprattutto, restituisce senso al viaggio: una trama continua di esperienze.

Arrivare a Lione, dopo giorni di pedalate lungo l’acqua, significa chiudere un cerchio. La capitale gastronomica francese accoglie i ciclisti con le sue strade rinascimentali e i traboule (i passaggi pedonali coperti, tipici di Lione), ma anche con un messaggio chiaro: il futuro del turismo europeo passa da qui.

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