Pedalare oggi significa scegliere. Scegliere tempi più umani, paesaggi autentici, incontri che non si consumano in un clic. E scegliere, sempre più spesso, un modo diverso di viaggiare. In questo scenario si inserisce la Voie Bleue, 700 chilometri di ciclovia fluviale che collegano il confine con il Lussemburgo a Lione, da poco incoronata “Pista ciclabile europea dell’anno 2026“.
Il tracciato segue il corso della Mosella, del Canal des Vosges e della Saona, disegnando una linea continua tra borghi, vigneti e città storiche. Un viaggio che, come ha scritto la giuria del premio, “mostra la Francia al suo meglio“, alternando grandi centri culturali a lunghi tratti immersi nel silenzio.
Un’infrastruttura pensata per tutti
Uno dei segreti della Voie Bleue è la sua accessibilità. Circa l’80% del percorso corre su piste ciclabili dedicate, lontane dal traffico, spesso ricavate da vecchie alzaie e greenway. Il profilo è quasi interamente pianeggiante e la segnaletica è continua: una combinazione che rende l’itinerario adatto anche a chi affronta per la prima volta un viaggio di più giorni in bicicletta.
Qui il cicloturismo smette di essere una nicchia sportiva e diventa esperienza diffusa. Famiglie, viaggiatori solitari, over 60 e gruppi di amici trovano lo stesso spazio, con servizi calibrati sulle loro esigenze: punti di ristoro, stazioni di riparazione, alloggi bike-friendly, collegamenti ferroviari per tappe modulabili.
Città d’arte, vigneti e borghi da scoprire
Il percorso tocca luoghi che da soli valgono il viaggio. Metz e Nancy sono due esempi di come la bicicletta possa diventare chiave d’accesso a patrimoni urbani spesso soffocati dal traffico. A Nancy, la scenografica Place Stanislas, patrimonio Unesco, si raggiunge pedalando tra viali alberati; a Metz la cattedrale gotica si riflette nella Mosella, offrendo uno dei panorami più suggestivi dell’intero itinerario.
Scendendo verso sud, il paesaggio cambia: le colline della Borgogna si aprono su vigneti storici, mercati locali e cantine che invitano a rallentare. Quattro grandi aree vitivinicole Aoc punteggiano il tracciato, trasformando ogni sosta in un racconto di territorio.
Turismo lento
La Voie Bleue è un laboratorio di turismo sostenibile. I flussi si distribuiscono lungo centinaia di chilometri, riducendo la pressione sui centri più affollati e portando valore economico in aree rurali spesso marginali. Ogni villaggio diventa tappa, ogni bar una piccola stazione di scambio, ogni mercato un punto d’incontro.
Qui la bicicletta è un motore di rigenerazione. Incentiva la mobilità dolce, riduce le emissioni, crea nuove professionalità legate all’accoglienza. E, soprattutto, restituisce senso al viaggio: una trama continua di esperienze.
Arrivare a Lione, dopo giorni di pedalate lungo l’acqua, significa chiudere un cerchio. La capitale gastronomica francese accoglie i ciclisti con le sue strade rinascimentali e i traboule (i passaggi pedonali coperti, tipici di Lione), ma anche con un messaggio chiaro: il futuro del turismo europeo passa da qui.
