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Cronaca, Cultura, Lavoro

L’editoria guarda al culto della parità di genere

23.03.2024

Politiche aziendali attente alle opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità di genere e tutela della genitorialità portano a riscontri eccezionali in termini di valutazione. Il Gruppo Mondadori ottiene la prestigiosa Certificazione per la parità di genere introdotta dall’Italia come parte di un piano di interventi più ampio del PNRR.

Da pochi giorni il Gruppo Mondadori ha reso noto il rilascio da parte dell’organismo di certificazione Bureau Veritas dell’attestato UNI/PdR 125:2022. Si tratta di una prassi di riferimento, pubblicata nel 2022 da UNI, che individua sei aree di intervento, che sono: cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. Per ogni area sono stati individuati dei KPI, ossia degli indicatori prestazionali, che vengono impiegati nell’analisi quantitativa e qualitativa delle misure adottate dalle organizzazioni in materia di parità di genere. Attraverso questi criteri si osserva un ampio spettro di attività e procedure interne alle aziende, come: la libertà di esprimere la propria opinione, l’adozione di comportamenti e linguaggi inclusivi e rispettosi, l’impiego di un budget da dedicare ad attività di inclusione e integrazione, la gestione della mobilità interna, la presenza di donne in azienda e la posizione occupata da queste, la pianificazione e adozione di policy dedicate alla maternità/paternità e la promozione di servizi a supporto dell’esperienza della genitorialità.
La certificazione UNI/PdR 125:2022 ha una validità di tre anni e prevede un monitoraggio annuale in tutte le aree di intervento.

Mondadori informa che alcuni punti di forza nell’ottenimento della certificazione sono rappresentati dal progetto genitorialità e dall’adozione, tra i primi in Italia, dei cv blind nei processi di selezione. Con il progetto genitorialità, presentato a maggio 2023, l’azienda offre un supporto concreto ai dipendenti e alle dipendenti che stanno per affrontare questo momento importante, mettendo a loro disposizione un parental kit, costituito da una check list con indicazioni e suggerimenti pratici, un parental book e un servizio di counseling individuale. La procedura del blind recruiting, invece, consiste nella scelta di oscurare le informazioni sensibili, età e genere, dei candidati e delle candidate, “uno strumento che permette di accedere a un percorso di selezione il più equo e inclusivo possibile”. La certificazione è un ulteriore traguardo che arricchisce il percorso Diversity & Inclusion che la casa editrice ha intrapreso nel 2021.

Promuovere la parità di genere in ambito professionale e sociale vuol dire produrre delle riflessioni e incentivare delle azioni che riguardano la carriera e le retribuzioni, il tema della genitorialità e la cura della famiglia. Per colmare il gap è necessario che vengano adottate delle politiche e delle misure che favoriscano opportunità di ingresso nel mondo del lavoro uguali per gli uomini e per le donne, che garantiscano delle retribuzioni eque, un supporto alla genitorialità, pari possibilità di formazione continua e di crescita professionale. In poche parole, ripensare la cultura aziendale in un’ottica inclusiva, socialmente all’avanguardia ed egualitaria. L’introduzione della Certificazione per la parità di genere in Italia è parte di un piano di interventi più ampio riconducibile alla Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR. Tra gli obiettivi della “Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026”, vi è l’ottenimento della certificazione della parità di genere da parte di almeno 800 imprese entro 2026: scopo della Strategia è migliorare la posizione dell’Italia nel Gender Equality Index. Attualmente l’Italia alla 13° posizione e ha un punteggio pari a 68.2, valore più basso rispetto alla media europea 70.2.

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